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Santa Maria alle Scotte, USB: “Il nome dell’ospedale è tornato, ma i problemi restano”

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Il ritorno al nome storico Santa Maria alle Scotte non basta, secondo USB Pubblico Impiego Sanità Siena, a rispondere alle criticità dell’Azienda ospedaliero-universitaria senese. Il sindacato interviene dopo la scelta di recuperare la denominazione storica dell’ospedale, chiedendo interventi concreti su personale, carichi di lavoro e sicurezza delle cure.

USB prende atto dell’operazione, presentata come richiamo alla storia, all’identità e alla memoria collettiva, ma solleva dubbi sulle priorità. Secondo il sindacato, dopo oltre 50mila euro spesi per il “lotto volano” e circa 6 milioni investiti per l’ingresso dell’Aou Senese, il rischio è che la valorizzazione simbolica non sia accompagnata da risposte sui problemi quotidiani dell’ospedale.

Nella nota USB parla di “medici in fuga, carenze croniche di personale, assunzioni centellinate, carichi di lavoro strutturalmente insostenibili, salti di riposo e stress lavoro-correlato”. Una situazione che, secondo il sindacato, incide non solo sugli operatori sanitari, ma anche sulla qualità dell’assistenza ai pazienti.

Per USB salute e sicurezza nei luoghi di lavoro devono tornare al centro della politica aziendale. Il sindacato sostiene che organici insufficienti aumentino il rischio di burnout tra i lavoratori e possano avere conseguenze sulla sicurezza delle cure e sulla capacità di riconoscere tempestivamente le complicanze cliniche.

“Il cemento, le targhe e le intestazioni non possono prevalere sul diritto alla salute della cittadinanza”, afferma USB, che ricorda di aver cercato più volte, nel corso del 2025 e del 2026, un confronto con la direzione dell’Aou Senese. Secondo il sindacato, finora non sarebbero arrivate risposte strutturate, ma solo interventi sporadici e frammentati.

USB conclude chiedendo una programmazione “seria, stabile e concreta” e una politica del personale che rimetta al centro i professionisti sanitari e la sicurezza delle cure per i cittadini.