Scontri a Milano, da Siena mobilitati i parà della Folgore

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Cinquecento paracadutisti in partenza da Siena e da Grosseto per presidiare Milano dopo le violenze e i saccheggi del fine settimana. Ma i militari non potranno effettuare arresti con i poteri della polizia giudiziaria, come inizialmente ipotizzato dal Governo.

È il punto di incontro tra cronaca nazionale e territorio senese in merito al nuovo decreto sicurezza approvato dal Consiglio dei ministri, dopo le perplessità espresse dal Quirinale sull’ampliamento delle competenze dell’Esercito. A confermare l’arrivo dei militari è il vicepremier Matteo Salvini: “I 500 parà che da Siena arriveranno a Milano sanno perfettamente cosa fare e come farlo”.

Le parole del ministro arrivano a margine del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica convocato nella prefettura milanese, mentre le istituzioni stanno predisponendo le misure per evitare nuovi episodi di violenza durante le prossime manifestazioni.

L’invio dei cinquecento militari è una delle risposte decise dal Governo dopo quanto accaduto a Milano tra sabato e domenica. Le manifestazioni e i disordini hanno visto gruppi di giovani protagonisti di scontri con le forze dell’ordine, danneggiamenti e assalti a negozi del centro. Vetrine infrante, attività commerciali saccheggiate e centinaia di persone accompagnate negli uffici di polizia hanno spinto Palazzo Chigi a intervenire con nuove misure sull’ordine pubblico.

Il provvedimento introduce, tra le altre novità, il reato di partecipazione violenta a una manifestazione e nuove disposizioni riguardanti i minorenni coinvolti nei disordini. È stato invece eliminato il passaggio che avrebbe attribuito ai soldati funzioni di polizia giudiziaria, dopo le interlocuzioni tra Governo e Quirinale.

Per i paracadutisti provenienti da Siena, dunque, l’impiego sarà di supporto alle forze dell’ordine, anche attraverso pattugliamenti congiunti. Non si tratta di un trasferimento delle competenze proprie di polizia e carabinieri all’Esercito.