La presidente della Provincia di Siena, Agnese Carletti, scrive agli studenti dopo le occupazioni degli istituti superiori e propone un incontro per affrontare i problemi dell’edilizia scolastica. Una mano tesa mentre le proteste degli ultimi giorni, dal Piccolomini al Monna Agnese fino al liceo artistico Duccio di Buoninsegna, hanno riportato al centro dell’attenzione le condizioni degli edifici, la carenza di spazi e le difficoltà nell’organizzazione delle attività didattiche.
“Le vostre proteste, purché pacifiche e senza violenza, sono le mie”, scrive Carletti nella lettera indirizzata ai rappresentanti della Consulta provinciale degli studenti e ai rappresentanti d’istituto delle scuole superiori.
La presidente condivide la richiesta di strutture più moderne, sicure ed efficienti, riconoscendo che le criticità ancora da risolvere sono numerose.
La lettera arriva dopo una serie di mobilitazioni che hanno interessato diversi istituti senesi. Al Piccolomini, dove l’occupazione è stata approvata con 570 voti favorevoli e circa 70 contrari, gli studenti hanno chiesto maggiore ascolto e attenzione alle difficoltà di chi frequenta la scuola arrivando dai comuni della provincia.
Al Monna Agnese, invece, la protesta ha riportato alla luce soprattutto i problemi degli spazi. Gli studenti denunciano la distribuzione delle classi su tre sedi differenti e la presenza di aule ristrutturate ma ancora inutilizzabili. Tra le criticità segnalate figura anche la mancanza di un’uscita di sicurezza che impedirebbe l’utilizzo di alcuni locali.
Al liceo artistico Duccio di Buoninsegna, occupato nei primi giorni di novembre, la contestazione riguarda anche l’organizzazione della settimana scolastica. Gli studenti criticano il passaggio alla settimana corta e il recupero delle ore attraverso lezioni pomeridiane, difficili da conciliare con gli orari dei trasporti pubblici. Una situazione che, secondo i ragazzi, penalizza soprattutto i pendolari.
Alle mobilitazioni più recenti si aggiungono quelle che nelle settimane precedenti hanno interessato altri istituti del territorio, tra cui il Marconi.
Le proteste hanno motivazioni differenti, ma alcune delle richieste chiamano direttamente in causa la Provincia, competente per la manutenzione e la gestione degli edifici delle scuole superiori.
Proprio su questo terreno Carletti rivendica gli interventi realizzati dall’amministrazione. Durante l’ultima estate, secondo i dati forniti dalla Provincia, sono stati effettuati lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria per oltre un milione di euro. Molti interventi, sottolinea la presidente, sono stati programmati sulla base delle segnalazioni arrivate dalla Consulta provinciale degli studenti.
Il tema degli spazi scolastici era già stato affrontato dall’amministrazione a settembre. Tra le priorità indicate figuravano l’ampliamento degli ambienti a disposizione del Monna Agnese, la ricerca di una palestra per il Piccolomini e la riqualificazione della palestra del Galilei. Interventi per i quali erano state prospettate necessità finanziarie complessive comprese tra sette e otto milioni di euro.
Il problema, secondo Carletti, è anche quello delle risorse. La presidente torna a chiedere un piano nazionale straordinario per l’edilizia scolastica, capace di garantire finanziamenti continuativi agli enti locali dopo la conclusione degli interventi sostenuti dal PNRR.
Una richiesta che, ricorda, ha già avanzato anche nell’ambito dell’Unione delle Province d’Italia.
“Siamo ben consapevoli che c’è ancora molto da fare e che ogni istituto presenta interventi da risolvere. Ma credere nella scuola significa credere nel dialogo, nel senso delle istituzioni e nella collaborazione costruttiva”, scrive Carletti.
Il prossimo passaggio sarà il rinnovo degli organi della Consulta provinciale degli studenti, previsto per venerdì 6 novembre. La presidente ha già invitato i nuovi rappresentanti a un incontro nella sede della Provincia per fare il punto sulle criticità ancora aperte e individuare le priorità degli interventi.
Un confronto che riprenderà il percorso avviato due anni fa tra l’amministrazione e la rappresentanza studentesca.
Resta però da capire quali risposte potranno arrivare sui problemi più urgenti, a cominciare dagli spazi del Monna Agnese e dalle strutture sportive degli altri istituti. Perché, accanto alla disponibilità al dialogo, le occupazioni hanno riportato al centro una richiesta precisa: conoscere non soltanto gli interventi necessari, ma anche i finanziamenti disponibili e i tempi per realizzarli.