Solo alla fine della Seconda guerra mondiale, il 10 marzo 1946, le donne esercitano per la prima volta il loro diritto di voto nelle elezioni amministrative che si svolsero in 4 domeniche consecutive fino al 7 aprile, in 7.235 comuni: le prime elezioni libere in Italia dopo circa venticinque anni di regime. A partire da quel giorno le donne possono votare ed essere votate.
Pochi mesi dopo, il 2 giugno dello stesso anno, si recano di nuovo alle urne per partecipare ad un evento storico: il Referendum istituzionale tra monarchia e repubblica e l’elezione dei rappresentati all’Assemblea costituente incaricata di redigere la nuova Costituzione italiana. Si votava la domenica e il lunedì mattina, con la chiusura dei seggi alle 12.
Di questo racconta “Senza rossetto: 2 giugno 1946, il voto alle donne” un reading musicale tutto al femminile, produzione originale, in programma il 25 aprile alle ore 18 al Teatro dei Rinnovati di Siena a conclusione delle celebrazioni per il 25 aprile Festa della Liberazione (ingresso libero). Un appuntamento voluto dal Comitato tra le forze democratiche coordinato dalla Provincia di Siena di e con Daniela Morozzi, con la collaborazione drammaturgica di Dunia Sardi, insieme al coro de Le Musiquorum diretto da Maria Grazia Campus Regia di Matteo Marsan per una produzione Lo Stanzone delle Apparizioni.
Il diritto di voto fu una conquista sofferta, frutto di decenni di lotte, mobilitazioni politiche e sociali e della partecipazione attiva delle donne alla Resistenza contro il nazifascismo. Il loro contributo, troppo spesso dimenticato, fu fondamentale per la liberazione e la rinascita democratica del nostro paese. Attraverso storie, testimonianze, interviste, canti e poesie si compone un “collage resistente” di voci femminili per denunciare quanto accade, oggi, che il vento della guerra torna a soffiare nero intorno a noi.