Siena, il territorio come leva del made in Italy: Rosati, Bai e Fubini a confronto a Palazzo Salimbeni

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Il valore dei territori come risorsa strategica per il made in Italy, in uno scenario internazionale sempre più instabile. È il filo rosso dell’incontro che si è tenuto ieri a Siena, nella Sala San Donato della Banca Monte dei Paschi di Siena, organizzato dalla Fondazione Qualivita per la presentazione del volume “La filosofia della Dop economy” di Mauro Rosati, edito da Treccani Libri, con l’intervento di Maurizio Bai, vicedirettore di Banca Mps, seguito dalla lectio magistralis di Federico Fubini, vicedirettore del Corriere della Sera.

Con Siena come caso di scuola, il dibattito moderato da Virginia Masoni è entrato nel vivo con l’autore, che ha presentato la Dop economy come modello capace di trasformare il patrimonio culturale, sociale e produttivo dei territori in valore economico.

Si parte dal viaggio dei seminari sulla Dop economy del TourDop: un giro d’Italia tra produttori, studenti, imprenditori e comunità locali.

L’affresco del Buon Governo, ha raccontato Mauro Rosati, autore del volume e direttore della Fondazione Qualivita, è una grande mappa della Dop economy cittadina, che ricorda come agricoltura e città debbano andare d’accordo.

Lo sguardo si è poi allargato agli scenari globali con la lectio magistralis “Geopolitica, economia e prospettive del made in Italy” di Federico Fubini.

Presenti in sala, tra gli altri, Massimo Guasconi, presidente della Camera di Commercio di Arezzo-Siena, gli ex rettori dell’Università di Siena Francesco Frati e Angelo Riccaboni, Marco Busini, presidente della Delegazione di Siena di Confindustria Toscana Sud, e Vanna Giunti, assessore al Turismo del Comune di Siena.