Siena in un secolo di fotografia: Lensini apre l’archivio e mette in mostra la storia della città

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Prima degli smartphone, delle fotografie scattate a raffica e delle immagini condivise in pochi secondi, per fermare la storia bisognava trovarsi nel posto giusto e avere il dito pronto proprio nell’istante decisivo. A Siena alcuni di quegli attimi sono rimasti impressi per sempre. Ora tornano alla luce grazie allo Studio fotografico Lensini e all’archivio Grassi, con una mostra che da lunedì 10 agosto porterà in via del Refe Nero immagini di quasi un secolo di vita cittadina.

L’occasione arriva dai duecento anni dalla nascita della fotografia, facendo risalire il percorso alla prima immagine realizzata nel 1826 dal francese Nicéphore Niépce. Da qui Andrea Lensini ha deciso di cercare nel patrimonio conservato dallo studio una selezione di fotografie capaci di raccontare non soltanto come sia cambiata Siena, ma anche come sia cambiato il modo di fotografarla.

“Abbiamo pensato di mettere in mostra alcuni scatti che raccontano un po’ la vita che c’è stata a Siena, i personaggi che ci sono passati e le varie fasi degli anni”, spiega Lensini.

Il viaggio partirà dai primi del Novecento per arrivare fino alla contemporaneità, anche se il cuore dell’esposizione sarà concentrato soprattutto sul periodo compreso tra il 1900 e gli anni Ottanta. Una decina gli scatti storici selezionati, ai quali saranno affiancate alcune immagini più recenti legate all’epoca digitale.

Dentro c’è un pezzo di Siena in tutte le sue sfaccettature. Il Palio, con immagini di fantini all’Entrone negli anni sessanta e settanta, i personaggi passati dalla città, il modo di vestire dei senesi durante feste e cerimonie, gli anni della guerra e persino la protezione delle opere d’arte durante il conflitto.

 

Ma tra le fotografie custodite dall’archivio c’è anche uno scatto che Lensini considera particolarmente significativo: l’incidente aereo di Ampugnano del 1972.

“È una fotografia che ha fatto babbo, che si trovava proprio in quel momento lì – racconta –. Ha colto quello scatto famoso dove l’aereo ancora non tocca terra, ma c’è già un pezzettino dell’ala rotta”.

Una fotografia che diventa anche il simbolo di un mestiere profondamente cambiato. “Oggi tutti possono documentare con il telefonino e con i vari mezzi di comunicazione. Invece, nei vari periodi, ci voleva anche la bravura nel cogliere il famoso attimo per fare la foto che poi avrebbe raccontato e fatto un po’ la storia”.

Ed è proprio il confronto tra ieri e oggi uno degli altri fili conduttori dell’esposizione. Pellicola e digitale, carte fotografiche diverse, tecniche e qualità delle immagini che raccontano due mondi ormai lontanissimi. “Se racconti le pellicole ai ragazzi oggi non sanno nemmeno di cosa stiamo parlando”, osserva Lensini.

La mostra vuole quindi essere anche un collegamento tra passato e presente, attraverso uno strumento che in due secoli ha cambiato tecnologia e linguaggio senza perdere la sua funzione più potente: fermare un momento prima che scompaia.

Le fotografie saranno esposte da lunedì 10 agosto nella piazzetta di via del Refe Nero, davanti allo Studio Lensini al numero 22. Non è prevista un’inaugurazione formale. L’esposizione dovrebbe durare inizialmente una quindicina o una ventina di giorni, anche se l’intenzione è quella di lasciare successivamente visibili gli scatti.

Marco Crimi