Un mezzo per aiutare le persone bisognose nei comuni del territorio: questo lo scopo del nuovo Camper Sociale attrezzato per il servizio di stazione di posta itinerante, inaugurato oggi ai giardini della Lizza. Anche nei comuni senesi, il tasso di povertà ha visto un aumento negli anni e sempre più persone hanno bisogno di servizi igienici, sanitari e alimentari per poter andare avanti. Il progetto nasce dalla collaborazione tra la Società della Salute Senese Senese, la Caritas di Siena e la Cooperativa Sociale Pangea. L’iniziativa si propone di creare un punto unitario, riconoscibile e accessibile di accoglienza e presa in carico integrata, capace di intercettare i bisogni anche nelle aree periferiche, rurali o difficilmente raggiungibili.
“Da soli non si va da nessuna parte, – commenta il Cardinale Lojudice, – e l’iniziativa che presentiamo oggi è il simbolo di come una rete solidale tra enti, istituzioni e chiesa possa intercettare capillarmente i bisogni e le fragilità. Non è più pensabile, ragionare a compartimenti stagni ma occorre mettersi insieme per dare maggiori risposte con efficacia e umanità”.
“Come Società della Salute siamo impegnati nella massima diffusione dei servizi di assistenza sociale e sociosanitaria nel nostro territorio, – spiega il presidente della SdS Senese, Giuseppe Gugliotti -. Questo camper sarà utile proprio in questo. Per intercettare i più bisognosi e capirne le necessità, fare squadra è necessario, specie in una zona così ampia come la nostra. Una società che non lascia indietro nessuno è una società sana”.
Il camper sociale offrirà una gamma articolata di servizi, tra cui il centro di ascolto, orientamento territoriale, assistenza amministrativa, supporto sanitario e servizi essenziali come docce, servizi igienici e ristoro. Sarà inoltre attivato un servizio di accesso alla residenza anagrafica e fermo posta, strumenti fondamentali per garantire l’effettivo accesso ai diritti sociosanitari.
“Il camper sociale rappresenta il secondo tassello di una più ampia progettualità che ha già visto l’avvio alcune settimane fa della Stazione di Posta provvisoria e che vedrà a breve l’ultimazione di una nuova struttura ristrutturata con fondi Pnrr, – commenta il direttore della SdS Senese, Lorenzo Baragatti -. Il camper assicura la prossimità del servizio in quei luoghi del territorio della Società della Salute Senese più distanti dal centro. La prossimità dei servizi sociali e sociosanitari è un valore che vogliamo mantenere pur nelle difficoltà oggettive che il nostro territorio presenta, a maggior ragione quando si parla di povertà e marginalità e rischio di esclusione sociale. Porgo un sentito ringraziamento al la Fondazione Caritas delle Diocesi di Siena e Montepulciano, alla Cooperativa Sociale Pangea ed alla struttura tecnico-professionale della Società della Salute per l’impegno profuso nell’intero progetto”.
“Quando i bisogni si fanno sempre più caratteristici e diffusi sul territorio, i “Servizi mettono le ruote”; – dice Carloni della Fondazione Caritas delle Diocesi di Siena e Montepulciano, – l’inaugurazione del camper sociale, acquistato con i fondi del Pnrr dell’estrema povertà, non è altro che la fine di un lungo percorso di ricognizione dei bisogni delle persone che vivono in stato povertà fatto insieme ai Servizi Sociali dalla Società della Salute Senese. Il camper funziona come Stazione di Posta itinerante, andando a posizionarsi in luoghi strategici sotto il profilo dell’accessibilità, sia del capoluogo che dei paesi o frazioni dei comuni della SdS dove non sono presenti servizi stabili ed organizzati. Alla Cooperativa Pangea sono affidati i servizi logistici mentre la Fondazione Caritas mette a disposizione, volontari quale presenza arricchente di questo nuovo servizio”.
“Un passo importante nel rafforzamento delle politiche di inclusione e di prossimità, – le parole dell’assessore ai servizi sociali di Siena, Micaela Papi. – Portare i servizi direttamente nei luoghi in cui emergono i bisogni significa rendere l’assistenza più accessibile, tempestiva ed efficace, soprattutto per le persone più fragili. È un esempio concreto di collaborazione virtuosa tra istituzioni, terzo settore e volontariato. Non solo un presidio mobile, ma un punto di riferimento umano e professionale, in grado di ascoltare, orientare e accompagnare le persone. Non lasciare indietro nessuno, intercettando anche i bisogni nascosti e raggiungendo le aree più periferiche del territorio, per garantire a tutti pari accesso ai diritti e alle opportunità”.