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“Soddisfazione tra i ristoranti, meno tra le strutture ricettive”: il bilancio di Confesercenti sulle Feste

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Bene ma si può fare di più: questo in sostanza il giudizio per la parte finale delle Feste del settore turistico della Confesercenti, che tra il 2 e il 7 gennaio ha interpellato i gruppi di contatto delle varie categorie di operatori associati.

“L’impressione iniziale, che lasciava presagire un bilancio molto buono è stata ridimensionata con il passare dei giorni, ed in particolare dopo il Capodanno – dicono dall’associazione di categoria-. Il giudizio “stabile” è passato dal 40 a quasi il 50 per cento delle valutazioni, con un incremento di quelle negative passate dall’8 al 32 per cento; dal 50 al 21 per cento quelle positive o molto positive. Un periodo festivo che è apparso di sostanziale tenuta anche in termini di volumi di affari, con quasi tre quarti degli operatori che hanno definito stabile la propensione media di spesa della clientela, diminuita nel 22 per cento dei casi e cresciuta nel 3 per cento appena”.

Le indicazioni sono state raccolte in particolare tramite le guide turistiche, le strutture ricettive, i pubblici esercizi e le agenzie di viaggi, ovvero gli operatori che compongono i gruppi direttivi delle quattro categorie del turismo rappresentate in Confesercenti Siena.

“L’attrattività del nostro territorio è stata ridimensionata in avvio di gennaio dal fattore clima, una variabile che potenzialmente conta sempre molto – commenta Filippo Grassi, presidente provinciale Assoturismo Confesercenti – nel mese di dicembre ci aveva favorito ma in questi ultimi giorni, fatto salvo per l’area amiatina, ha giocato a sfavore, unitamente ad una programmazione di iniziative meno ricca rispetto alla prima parte”. U

na situazione insomma che avrebbe potuto essere complessivamente più premiante, anche in termini di permanenza e spesa media: “va tenuto conto che tipicamente gli arrivi delle festività sono prevalentemente italiani, a differenza del resto dell’anno – osserva Grassi – un pubblico che sappiamo bene essere in contrazione da tempo e sul quale si riproporrà l’obiettivo di lavorare in programmazione e promozione anche nel 2026, possibilmente anticipando ulteriormente i tempi di confronto e informazione tra istituzioni e operatori. Un fattore di partenza incoraggiante potrebbe essere il calendario, che torna a proporre quest’anno l’opportunità della Pasqua già ai primi di aprile. Un gap che invece si ripropone per ora immutato è quello sulle infrastrutture, con le principali arterie stradali già in difficoltà con la prima neve di gennaio”.