Lo stato d’agitazione nelle fabbricerie italiane “non è rivolto alla gestione dell’attuale amministrazione, che ha più volte dimostrato attenzione e vicinanza ai dipendenti, giungendo — dopo oltre dieci anni di stallo — al rinnovo del contratto integrativo interno, ma a sostegno della vertenza a livello nazionale che mira alla tutela dei lavoratori”.
Lo precisa la rappresentanza sindacale dell’Opera della Metropolitana di Siena, che poi auspica che “considerato che il consiglio di amministrazione è in proroga da oltre sei mesi e l’ente è in attesa di un prossimo rinnovo — il patrimonio di esperienza maturato dagli attuali consiglieri non venga disperso per l’ennesima volta”.
“Si ricorda, infatti, che l’Opera ha avuto due diversi cda negli ultimi sei anni, con inevitabili ricadute sulla continuità gestionale. In vista dei prossimi delicati passaggi verso una forma di gestione diversa, che vedrà le Fabbricerie entrare a far parte degli enti del terzo settore – si legge nella nota-, la Rsu ritiene importante proseguire nel percorso di dialogo costruttivo già avviato, affinché non si ripetano gli errori del passato, che tanto male hanno fatto ai lavoratori quanto all’Ente stesso, e auspica che anche a livello nazionale venga instaurato lo stesso tipo di dialogo, diretto ad ottenere un rinnovo tutelante e rispettoso dei lavoratori”.
Lo stato di agitazione proclamato a livello nazionale “riguarda il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro delle fabbricerie italiane, con l’obiettivo di affrontare alcune questioni di rilievo generale, quali – si spiega-: il trattamento della malattia breve, il superamento del precariato contrattuale, e il recupero degli indici IPCA diffusi dall’ISTAT, necessari all’adeguamento delle retribuzioni in relazione al periodo intercorso dall’ultimo rinnovo contrattuale”.