Strade Bianche, Pogačar cala il poker: “La vittoria preferita? Sono tutte uniche”
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Quattro vittorie, un’altra fuga solitaria e un nuovo capitolo, quello del record, scritto sulla polvere. Tadej Pogačar festeggia in Piazza del Campo il suo poker alla Strade Bianche e, davanti ai giornalisti, racconta con semplicità la giornata che lo ha consacrato ancora una volta padrone della corsa.
“Di queste vittorie non ce n’è una che preferisco in particolare. Per me sono tutte e quattro uniche nel loro genere. Sono felice di aver vinto e di aver vinto quattro volte”, dice il campione sloveno nella conferenza stampa dopo il traguardo.
Per Pogačar il successo arriva anche come conferma del lavoro svolto nei mesi scorsi. “È la mia prima gara dell’anno, sempre in condizioni un po’ incerte e anche se devo dire che ho lavorato tanto durante l’inverno. C’è però sempre un po’ di nervosismo che è unito anche alla voglia di ricominciare. Ho dimostrato che ho lavorato bene d’inverno, che ero pronto”.
Il momento decisivo della corsa, spiega, è arrivato dopo l’attacco sul settore più duro. “Sul Monte Sante Marie c’era un momento per rientrare, ma mi sono voltato, ho visto che Seixas era molto vicino, quindi ho dovuto insistere nel tratto più duro e sono riuscito ad allungare. Per fortuna sono rimasto da solo perché il gap si apriva con Seixas ed ero molto più tranquillo”.
Il nuovo tracciato, con il punto chiave più lontano dal traguardo, non ha cambiato la durezza della gara. “La parte più difficile adesso del circuito è molto più lontana, sono 80 km dall’arrivo, prima erano 50. Quindi arriva un po’ più tardi. Non possiamo però lamentarci, il percorso rimane molto difficoltoso”.
Nel finale lo sloveno ha corso in solitaria, mentre alle sue spalle si giocavano il podio il francese Paul Seixas e il messicano Isaac Del Toro, suo compagno di squadra alla UAE Team
Nel racconto della fuga decisiva c’è anche il rispetto per chi ha provato a seguirlo. “Quando ho attaccato e ho visto che Seixas ha risposto, ho pensato subito che lui è davvero molto forte, che dovevo far di tutto per aumentare perché sarebbe stato un rivale molto pericoloso nei chilometri successivi. Poi a un certo punto ero un po’ isolato, non sapevo il gap con gli avversari, non sapevo dove fosse Isaac Del Toro, non sapevo cosa stava succedendo dietro. Ho pensato alla strada che avevo davanti: mangiare, bere, gestire lo sforzo fino alla fine”.