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Sull’Amiata Claudio trova il porcino da record. “Ma il vero premio è il rispetto della montagna”

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Sul Monte Amiata, a oltre 1300 metri, Claudio Vichi ha trovato quello che in molti definiscono un piccolo miracolo della natura: un porcino da due chili e mezzo, integro e profumato, raccolto nei boschi che frequenta da una vita.

“L’ho trovato nella Macchia Faggeta, — racconta —. Una cosa così non mi era mai capitata”.Fungaiolo da sempre, Vichi conosce ogni sentiero dell’Amiata: “Da quando ero bambino, sette o otto anni, vado a funghi. È il nostro sport, ognuno ha il suo”. In tanti anni aveva raccolto esemplari notevoli, anche da un chilo e mezzo, “ma mai una cosa del genere”, precisa Il ritrovamento, racconta, ha subito fatto notizia:  “È stato l’evento del bar. L’abbiamo diviso e mangiato in più riprese: arrosto, fritto, in crema”. Una scoperta che arriva al termine di una stagione altalenante ma generosa: “Ci sono stati periodi in cui ce n’erano tanti, poi altri in cui li aspettavamo e non arrivavano. I funghi dipendono dal tempo, ma quest’anno è andata bene”, prosegue.

Ora, però, la stagione volge al termine: “È difficile trovarne, e quelli rimasti sono grossi perché non ci va più nessuno”. Da qui il passaggio più sentito della sua intervista, quando alla domanda se proverà a battere il record, Vichi si lascia andare a una riflessione più ampia: “Ce ne sono stati altri, magari non pubblicizzati come questo. Ma capita sempre meno, perché c’è più gente in giro — e purtroppo tanti sono maleducati. Lasciano immondizia nel bosco, ed è davvero un peccato”.

Poi l’appello, semplice ma netto: “C’è chi va a funghi con le buste, rompe quelli piccoli, lascia bottiglie e plastica. È triste arrivare a fine stagione e trovare il bosco in condizioni vergognose. La gente dovrebbe venire non solo per i funghi, ma con un po’ di passione per la montagna in generale. I funghi sono un premio, non una scusa”.

Katiuscia Vaselli