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Tanti auguri Emilio Giannelli

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Novant’anni e non sentirli. O meglio: sentirli tutti, con quella lucidità affilata che da mezzo secolo graffia la politica italiana. Oggi Emilio Giannelli compie 90 anni. E per chi ha attraversato gli ultimi decenni con un quotidiano sotto braccio, il suo tratto non è stato soltanto una firma: è stato uno sguardo.

Nato a Siena nel 1936, Giannelli è diventato nel tempo uno dei più autorevoli vignettisti italiani. Prima l’insegnamento di educazione artistica, poi il salto nel giornalismo, fino alla consacrazione sulle pagine del Corriere della Sera, dove dal 1991 la sua vignetta quotidiana è diventata appuntamento fisso, quasi un editoriale disegnato. Pochi segni, una battuta secca, una scena teatrale: in quell’angolo di carta ha raccontato governi che cadevano, maggioranze che si sfilacciavano, leader che cambiavano nome e volto ma non sempre sostanza.

Giannelli ha attraversato la Prima e la Seconda Repubblica con la stessa cifra: ironia elegante, mai urlata; critica netta, mai scomposta. Ha disegnato Andreotti e Craxi, Berlusconi e Prodi, Renzi e Conte, fino alle nuove stagioni politiche. I suoi personaggi hanno spesso il volto caricaturale ma lo sguardo umano: non c’è ferocia gratuita, c’è semmai la capacità di cogliere l’assurdo, di far emergere la contraddizione con un dettaglio.

Ma Giannelli non è solo Roma, Palazzo Chigi o Montecitorio. È anche profondamente Siena. La sua città ritorna nei tratti, nei richiami, nelle atmosfere. E nel 2018, il suo segno è entrato direttamente nel cuore della Festa: il Drappellone del Palio di luglio – vinto proprio dalla sua Contrada, il Drago – porta la sua firma. Un’opera che univa arte e appartenenza, come solo chi conosce davvero la città può fare.

Nel tempo ha pubblicato raccolte, partecipato a mostre, ricevuto riconoscimenti, ma è rimasto fedele alla sua cifra: un uomo schivo, che lascia parlare il disegno. In un’epoca di rumore continuo, la sua matita è rimasta uno strumento di sintesi. Dove altri spiegano, lui allude. Dove molti gridano, lui accenna. E spesso colpisce più forte.

Novant’anni sono un traguardo anagrafico. Per Emilio Giannelli sono soprattutto una traiettoria: quella di chi ha osservato il potere senza mai diventarne parte, di chi ha scelto la libertà del segno come forma di responsabilità. E oggi, mentre spegne le candeline, resta la sensazione che quel tratto sottile continui a dirci qualcosa di noi. Con garbo. E con precisione.

I migliori auguri da tutta la redazione di Siena News