Il progetto, che dopo queste prime settimane di prova partirà in maniera sistematica dall’inizio di aprile, prevede appuntamenti bisettimanali strutturati con percorsi narrativi a puntate – a partire da “Pinocchio” di Carlo Collodi – e momenti di dialogo guidato attraverso albi illustrati e racconti della tradizione italiana. L’obiettivo non è la performance del lettore, ma la relazione che si crea attraverso la parola condivisa.
“In un contesto nazionale in cui si parla sempre più di welfare di comunità – ha detto l’assessore al welfare culturale di Colle di Val d’Elsa Daniele Tozzi – ‘Parole in Compagnia’ propone un modello concreto, sostenibile e misurabile, capace di mettere in rete enti pubblici, strutture sociosanitarie, volontariato e sistema bibliotecario. In un’Italia che affronta la sfida della longevità, ‘Parole in Compagnia’ prova a dare una risposta semplice ma potente: le parole possono diventare presidio di cura. È un progetto che pone la cultura a servizio di tutti e diventa infrastruttura della città e della società”.
Elemento distintivo dell’iniziativa è il forte coinvolgimento della comunità: verrà pubblicata una call pubblica per selezionare e formare un gruppo di volontari lettori coordinati dalla Biblioteca Comunale “M. Braccagni”. Il percorso prevede inoltre, in una seconda fase, il coinvolgimento delle scuole attraverso Pcto e incontri intergenerazionali, creando un ponte strutturato tra giovani e anziani. Il progetto integra anche una prospettiva di sviluppo ulteriore: la creazione di punti prestito all’interno delle strutture assistenziali, con libri ad alta leggibilità, audiolibri e materiali inclusivi, trasformando le RSA in presìdi culturali attivi.
Non un semplice momento ricreativo, dunque, ma un progetto con impianto organizzativo definito, monitoraggio periodico, formazione dei volontari e sviluppo intergenerazionale. La lettura ad alta voce viene qui riconosciuta come pratica di “cura relazionale”: uno strumento a basso costo e ad alto impatto sociale, capace di stimolare memoria, dialogo, partecipazione e benessere emotivo negli anziani, in particolare nei soggetti fragili o a rischio isolamento.