San Gimignano guarda al 2028 e alza l’asticella: la città delle torri si candida a Capitale europea del vino, coinvolgendo l’intero territorio della Valdelsa in una sfida che intreccia turismo, identità e sviluppo. L’annuncio del sindaco Andrea Marrucci arriva al termine della prima Conferenza annuale sul turismo, trasformando un momento di analisi in una dichiarazione di visione.
La candidatura si inserisce in un quadro che, numeri alla mano, racconta una destinazione matura e capace di tenere in un settore in continua trasformazione. I dati provvisori Istat relativi al 2025 parlano di circa 222 mila arrivi e 578 mila presenze distribuite su 547 strutture ricettive, per un totale di 5.734 posti letto. Rispetto al 2024 si registra una lieve flessione (-1,5% negli arrivi e -2,2% nelle presenze), in linea con l’andamento regionale della Toscana. A sostenere San Gimignano è soprattutto la forte componente internazionale e un progressivo allungamento della stagione turistica.
“Il quadro emerso dai dati conferma che siamo una destinazione ben posizionata e capace di tenere di fronte ai cambiamenti del settore – ha detto Marrucci –. Il dato che più ci conforta è la percezione positiva che di noi hanno gli ospiti, grazie al grande lavoro dei nostri operatori economici”. Il sindaco ha ribadito la centralità della collaborazione tra pubblico e privato e la volontà di andare oltre “il sentito dire”, partendo dai numeri e da una programmazione strategica già avviata per il periodo 2025-2029.
Nel corso della conferenza, coordinata da Virginia Masoni, è emersa con forza la trasformazione in atto nel turismo toscano: soggiorni più brevi ma distribuiti durante l’anno, crescente peso del digitale, domanda di esperienze personalizzate e attenzione alla sostenibilità. Elementi che San Gimignano intende affrontare valorizzando le proprie eccellenze culturali ed enogastronomiche, a partire dal vino.
Proprio il vino diventa così leva strategica per il futuro. “Siamo pronti a candidare San Gimignano a città europea del vino per il 2028 – ha annunciato Marrucci – coinvolgendo tutto il territorio della Valdelsa”. Una scelta che rafforza il legame tra promozione turistica e identità produttiva, in coerenza con i valori UNESCO che la città rivendica come guida del proprio sviluppo.
La conferenza si chiude dunque con un obiettivo ambizioso: non inseguire semplicemente il “segno più”, ma costruire una crescita sostenibile, capace di mettere al centro la comunità ospitante e la qualità dell’esperienza. E con una candidatura che, se formalizzata, potrebbe aprire una nuova stagione di visibilità internazionale per la città delle torri.