Punti nascita, il monito di Cenni: “Chiudere a Campostaggia oggi significa non poter riaprire domani”
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Sui punti nascita si alza la voce dei territori. Ed anche Poggibonsi, che ospita l’ospedale di Campostaggia, si schiera al fianco della Regione, che chiede al Governo di rivedere criteri ormai superati e di valutare il contesto territoriale prima di qualsiasi decisione. “Serve cautela, perché non possiamo smantellare reparti e poi magari trovarci nei prossimi anni di fronte a una ripresa: in quel caso diventa difficile riallestire un reparto, un punto nascita, quindi un reparto di maternità importante. Poi sappiamo che Campostaggia è un punto di riferimento non solo per la sola Valdelsa”, dice il sindaco Susanna Cenni. Poche le decine di parti che non permettono al presidio valdelsano di raggiungere la soglia di 500 nascite indicate dalle regole nazionali. “Credo quindi che la presa di posizione della Regione sia assolutamente da sostenere – continua-. Siamo di fronte a un calo demografico: cosa facciamo, chiudiamo tutti i reparti di maternità che sono sotto una soglia pensata in un’altra stagione del nostro Paese?”. Il nodo vero, ribadiscono istituzioni e sanità, resta a monte: politiche efficaci per sostenere la natalità e la conciliazione tra lavoro e famiglia. “Poi ovviamente c’è un tema più generale, che non riguarda solo la sanità – prosegue-, ed è quello di mettere a terra politiche necessarie affinché le donne possano decidere di diventare madri e lavorare, avendo servizi adeguati per conciliare queste stagioni importanti della propria vita”.