Ancora tensione nel carcere di San Gimignano. La Uilpa Polizia Penitenziaria denuncia l’aggressione subita da un sottufficiale della Polizia Penitenziaria da parte di un detenuto già sottoposto al regime di sorveglianza particolare previsto dall’articolo 14 bis.
Secondo quanto riferito dal sindacato, l’episodio sarebbe avvenuto durante una perquisizione ordinaria, nel corso della quale al detenuto sarebbero stati trovati un microtelefono cellulare, un caricabatterie e una pennetta Wi-Fi. Dopo l’aggressione, il personale intervenuto avrebbe immobilizzato il detenuto e disposto il suo trasferimento in isolamento, in via precauzionale, in attesa delle decisioni del consiglio di disciplina.
La Uilpa esprime apprezzamento per l’intervento degli agenti coinvolti, ma coglie l’occasione per tornare a denunciare alcune criticità che, secondo il sindacato, interesserebbero l’istituto penitenziario sangimignanese.
In particolare viene evidenziato come il ritrovamento non riguardi soltanto telefoni cellulari, ma sempre più spesso anche dispositivi per la connessione a internet. Una circostanza che, secondo la sigla sindacale, solleva interrogativi sull’utilizzo degli strumenti informatici concessi ai detenuti per motivi di studio e sulla possibilità che possano essere impiegati per mantenere contatti non autorizzati con l’esterno.
La Uilpa punta inoltre il dito contro alcuni aspetti organizzativi della struttura, sostenendo che l’accorpamento di posti di servizio avrebbe aumentato i carichi di lavoro del personale, anche in settori considerati particolarmente delicati sotto il profilo della sicurezza.
Tra le questioni sollevate dal sindacato figura anche la gestione dei detenuti impiegati nelle attività lavorative interne ed esterne all’istituto, che secondo la Uilpa dovrebbero essere mantenuti separati per evitare possibili passaggi di materiale non consentito.
“La situazione del carcere di San Gimignano presenta numerose problematiche che ricadono quotidianamente sul personale di Polizia Penitenziaria”, sostiene il sindacato, che chiede un cambio di rotta nella gestione della sicurezza dell’istituto. Secondo la Uilpa, senza interventi correttivi urgenti, il rischio è quello di indebolire ulteriormente l’azione dello Stato nel contrasto alla criminalità all’interno delle strutture detentive.