“I lavoratori non sono il bancomat delle aziende”. Così Carlo Pane, segretario della Fit Cisl di Siena, sulla diffusione dei cosiddetti contratti “pirata” nel settore dei trasporti.
“Negli ultimi anni – spiega – abbiamo assistito a un aumento di questi contratti nazionali che prevedono un minimo base lordo nettamente inferiore rispetto ai contratti stipulati con le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative. In molti casi mancano indennità e diciture essenziali per garantire una vita lavorativa dignitosa”.
Secondo il sindacalista, il ricorso a questi contratti “finisce inevitabilmente per riflettersi anche sulla sicurezza. È un meccanismo pericoloso che scarica i costi sui lavoratori”.
Pane richiama poi la legge 29 aprile 2024 numero 56, legata all’attuazione del Pnrr, che introduce nuovi strumenti per contrastare queste pratiche. “Questa norma – sottolinea – rafforza in maniera chiara l’obbligo di applicare i contratti collettivi nazionali e territoriali stipulati dalle associazioni sindacali comparativamente più rappresentative, soprattutto negli appalti e nei subappalti”.
Una legge che, ricorda Pane, interviene anche sul fronte dei controlli e delle responsabilità. “Viene confermata l’estensione della responsabilità solidale del committente in caso di omissioni retributive e contributive. È un passaggio fondamentale per evitare che si continui a fare dumping contrattuale utilizzando contratti nettamente svantaggiosi”.
Il segretario Fit Cisl rivendica quindi l’azione del sindacato sul territorio. “Come prime sentinelle tra i lavoratori – afferma – chiediamo semplicemente il rispetto delle leggi. Il nostro obiettivo è ridare il diritto a una giusta retribuzione e a una corretta contribuzione, perché il lavoro non può essere la leva per aumentare i margini d’impresa a scapito della dignità delle persone”.
Un impegno che, secondo Pane, ha già prodotto risultati concreti. “Negli ultimi mesi, grazie al nostro intervento, affiancati anche dalle segreterie regionali e nazionali della Fit Cisl, siamo riusciti a far regolarizzare numerosi lavoratori di aziende di trasporto, con l’applicazione del contratto corretto e di una retribuzione più elevata”.
“È un grande risultato – conclude Pane – ma non ci soddisfa. È uno stimolo a fare ancora di più per i lavoratori dei trasporti, perché la tutela dei diritti, della sicurezza e della dignità deve restare una priorità assoluta”.