Due regioni, oltre 40 Comuni e un bacino di più di 400mila abitanti che chiedono di non restare ai margini della rete ferroviaria nazionale. Toscana e Umbria fanno fronte comune per rilanciare i collegamenti delle aree interne, a partire dalla stazione di Chiusi, e fissano il primo impegno concreto: attivare entro ottobre un tavolo tecnico per costruire una proposta condivisa da presentare a RFI e Trenitalia.
È il risultato dell’incontro che si è svolto a Castiglione del Lago, alla presenza degli assessori regionali ai Trasporti Filippo Boni, per la Toscana, e Francesco De Rebotti, per l’Umbria. Il confronto rappresenta il secondo passo del “Patto di Chiusi”, il percorso avviato lo scorso 7 marzo con il convegno “Territori in Connessione”, promosso dai Comuni di Chiusi e Castiglione del Lago.
Alla riunione hanno partecipato anche il sindaco di Chiusi Gianluca Sonnini, quello di Castiglione del Lago Matteo Burico, il capogruppo del Pd in Regione Umbria Cristian Betti, il segretario provinciale del Pd senese Nico Bartalini e il senatore Silvio Franceschelli.
L’obiettivo condiviso è arrivare alla predisposizione di un protocollo d’intesa tra le due Regioni, individuando le azioni necessarie per salvaguardare e migliorare il servizio ferroviario lungo la direttrice Firenze-Roma. Una collaborazione che dovrà tenere conto delle esigenze dei singoli territori e degli equilibri regionali, con particolare attenzione alle stazioni intermedie e ai pendolari.
“Con il Patto di Chiusi abbiamo avviato un percorso di collaborazione che oggi intendiamo rendere più concreto – ha dichiarato l’assessore regionale ai Trasporti della Toscana, Filippo Boni –. L’obiettivo è lavorare insieme all’Umbria per individuare soluzioni che tutelino il servizio ferroviario e rispondano alle esigenze di mobilità dei cittadini. È fondamentale che le scelte relative ai collegamenti ferroviari tengano conto delle necessità dei territori e delle ricadute sui pendolari, in un confronto che consenta di individuare azioni condivise e compatibili con le esigenze di entrambe le Regioni”.
Sul tavolo ci sono richieste che riguardano un territorio vasto, dalla Valdichiana alla Val d’Orcia, dall’Amiata al Trasimeno fino all’Orvietano. Aree che negli ultimi anni hanno dovuto fare i conti con la riduzione dei servizi ferroviari, l’allungamento dei tempi di percorrenza e le difficoltà quotidiane di chi utilizza il treno per raggiungere il lavoro, l’università o i servizi essenziali.
Tra le priorità figura il ritorno degli Intercity, a partire dall’IC 598, e dei regionali veloci sulla Direttissima tra Roma e Orte, con l’obiettivo di recuperare i precedenti tempi di viaggio. È stata sollevata anche la questione degli arrivi ai Binari Est di Roma Termini, particolarmente distanti dall’atrio principale della stazione e disagevoli soprattutto per gli anziani e le persone con difficoltà motorie.
Un’altra richiesta riguarda le coincidenze a Terontola tra i treni regionali da e per Chiusi e la coppia di Frecciarossa Perugia-Torino, per facilitare i collegamenti veloci verso il Nord Italia.
Sul fronte dell’Alta Velocità, le proposte comprendono il prolungamento fino a Chiusi, Terontola e Perugia della coppia di convogli Freccia provenienti da Sud che attualmente pernottano a Roma. Si chiede inoltre di valutare nuove fermate a Chiusi e Terontola sui collegamenti tra Firenze, Roma e Napoli, oltre a servizi verso Verona e Venezia.
Qualora rimanesse impossibile l’accesso alla Direttissima per i treni convenzionali, è stata avanzata anche l’ipotesi di sostituire la coppia Intercity 581-598 con convogli capaci di raggiungere i 250 chilometri orari, mantenendo le fermate attuali e garantendo la tutela economica dei pendolari attraverso la Carta Tutto Treno e la compartecipazione regionale.
“Dopo l’incontro del 7 marzo a Chiusi, questa mattina abbiamo fatto un passo avanti e definito i prossimi impegni – dichiarano i sindaci Sonnini e Burico –. Gli assessori Boni e De Rebotti si sono impegnati alla firma di un Protocollo di Intesa e ad attivare entro ottobre il tavolo tecnico tra le due Regioni, per arrivare successivamente al confronto con RFI e Trenitalia. È una giornata importante anche dal punto di vista politico, che potrebbe favorire l’inserimento delle nostre richieste nei programmi elettorali, in vista delle prossime elezioni nazionali”.
Per i due sindaci, il rilancio della mobilità ferroviaria è una condizione fondamentale per contrastare lo spopolamento e rendere più attrattive le aree interne.
“Le nostre comunità chiedono di poter contare su treni con tempi di viaggio ragionevoli, coincidenze che funzionino e collegamenti adeguati alle necessità di chi lavora e studia. Chi sceglie di vivere nelle aree interne deve poter raggiungere i luoghi di lavoro, le università e i servizi senza essere penalizzato dalla distanza dai grandi centri. È anche da queste condizioni che dipende la possibilità di restare nei nostri Comuni o di trasferirsi qui e la mobilità è direttamente collegata anche alla sanità e all’istruzione”.
Il prossimo passaggio sarà dunque la definizione dei contenuti del protocollo e la verifica tecnica delle proposte, prima di aprire il confronto con i gestori della rete e del servizio ferroviario.
“Il lavoro avviato con il Patto di Chiusi prosegue sulla base di una posizione comune tra Toscana e Umbria – concludono Sonnini e Burico –. Adesso il tavolo tecnico tra le due Regioni dovrà entrare nel merito delle proposte, verificarne la fattibilità e preparare il confronto con Ferrovie, per ottenere risposte sui servizi e sui tempi di attuazione”.