Le locazioni turistiche ridisegnano la fotografia dei flussi in provincia di Siena e spingono verso l’alto i numeri complessivi del 2025. È soprattutto grazie a questo segmento – ormai centrale nell’offerta – che si superano i 2,4 milioni di arrivi e i 6,3 milioni di presenze. Ma tolto questo effetto, il quadro appare più fragile: il sistema tradizionale rallenta e la domanda interna mostra segnali evidenti di affaticamento.
È questa la fotografia che emerge dai dati ufficiali della Regione Toscana basati sulle rilevazioni Istat, che per la prima volta includono anche gli affitti brevi. Considerando tutte le tipologie di ospitalità, Siena raggiunge 2.443.696 arrivi e 6.373.801 presenze. Restringendo però l’analisi alle strutture alberghiere ed extra-alberghiere, si registra una lieve flessione: -0,8% negli arrivi e -1,4% nelle presenze rispetto al 2024.
A sostenere il comparto è ancora una volta la componente straniera, che cresce dell’1,7% negli arrivi superando 1,3 milioni, mentre le presenze arrivano a quasi 3,6 milioni (+0,3%). In difficoltà invece gli italiani, con un calo del 4,3% negli arrivi e del 4,4% nelle presenze.
Il sistema ricettivo provinciale conta oltre 7.000 strutture e più di 87.000 posti letto. Gli alberghi registrano una lieve contrazione (-1,9%), soprattutto nelle categorie più economiche, mentre crescono le strutture di fascia medio-alta (+3,5% per 4 e 5 stelle). Segno positivo anche per l’extra-alberghiero (+0,5%), trainato in particolare da agriturismi e case vacanza.
Cambia anche il modo di soggiornare: la permanenza media si attesta a 2,6 giorni (2,49 senza locazioni), con tempi più lunghi negli affitti brevi (3,5 giorni) e nell’extra-alberghiero (3,1), mentre gli hotel si fermano a 2 giorni. Gli stranieri restano più a lungo rispetto agli italiani (2,7 giorni contro 2,1).
Sul territorio, la Val d’Orcia si conferma l’area più dinamica (+3,1% arrivi e +1,9% presenze), seguita dal Chianti. Più in difficoltà le Terre di Siena e la Val di Chiana, mentre l’Amiata registra un calo degli arrivi ma una crescita delle presenze.
Un quadro complessivamente solido ma attraversato da segnali di incertezza. “Siamo di fronte a una fase di estrema fragilità – avverte il presidente della Camera di Commercio Massimo Guasconi –. Le tensioni geopolitiche e le difficoltà economiche stanno incidendo soprattutto sulla domanda interna”.
La prospettiva è quella di una “navigazione a vista”, in cui il comparto dovrà difendere i propri equilibri in un contesto sempre più complesso, puntando sulla capacità di adattamento e sulla forza del sistema territoriale.