Tutte le lingue del mondo raccontano la storia e la vita dei castagni e delle castagne toscane con il progetto Castour, che è coordinato dalla provincia di Lucca e che vede l’Università di Siena responsabile di numerose attività, tra cui la realizzazione di schede d’interesse etnografico plurilingue su tradizioni e cultura.
All’iniziativa, finanziata con un milione d’euro nell’ambito del programma Italia-Francia Marittimo, lavora la professoressa Silvia Calamai, della sede d’Arezzo. Si partirà a fine 2023.
“La novità di questo percorso – spiega- è che si dà totalmente spazio alla voce. Nel turismo sostenibile e slow non si mette in primo piano solo la visione ma si sfrutta anche l’elemento dell’ascolto. Credo che sia facile e bello sentire e capire mentre si scopre un sito artistico, un paesaggio che non avevamo mai visitato”.
In campo è sceso il corso di laurea magistrale in Lingue per l’impresa e lo sviluppo. Si lavorerà sull’utilizzo di più idiomi, che vanno dall’inglese, al russo fino al cinese.
“Un’altra sfida a cui vogliamo rispondere è il creare dei percorsi con l’uso della lingua dei segni – continua la professoressa Calamai -. Intendiamo allargare il più possibile la platea”.
Chiara infine l’utenza di turisti a cui si rivolge questo progetto. “Sono quelli che vogliono conoscere queste realtà dall’interno – aggiunge la professoressa Calamai – . E la voce da questo punto di vista è molto più forte della visione perché è capace di raccontare, di informare sulla storia delle singole persone che, magari, hanno fatto ricette culinarie sulle castagne o che hanno saperi particolari sul come si protegge un terreno”.
MC
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