Partirà martedì 3 marzo 2026 il laboratorio di scrittura “Leggere e scrivere come benessere”, curato dall’associazione Fenysia e dall’Università di Siena e vincitore del bando “Vie d’uscita culturali 2025 – soluzioni, tracce e percorsi di welfare culturale a Siena”, promosso da Fondazione Monte dei Paschi di Siena in collaborazione e con il cofinanziamento dell’Università di Siena.
Il corso è stato presentato venerdì 27 febbraio 2026, al Rettorato dell’Università di Siena, dalla Delegata Unisi alla Terza Missione (Public Engagement), Chiara Mocenni; dalla Delegata Unisi alle Biblioteche, Roberta Mucciarelli; dal Presidente e direttore artistico di Fenysia–Scuola di linguaggi della cultura, Pierpaolo Orlando; da Stefano Dal Bianco, professore di Letteratura italiana e di Poetica e stilistica, e da Alessandro Fo, professore senior di Lingua e letteratura latina.
Il laboratorio propone un percorso incentrato su lettura e scrittura come strumenti di benessere personale, crescita delle capacità espressive e rafforzamento delle relazioni, seguendo l’approccio della prescrizione sociale di attività artistiche e culturali indicato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. I partecipanti saranno invitati ad analizzare e produrre testi, in versi e in prosa, accompagnati e assistiti da scrittori, poeti, traduttori, docenti come Alberto Cristofori, Stefano Dal Bianco, Alessandro Fo, Marcello Fois, Nicola Gardini, Ilaria Gaspari, Claudio Lagomarsini, Pierpaolo Orlando e Nadia Terranova. L’ultima fase del progetto sarà dedicata alla pubblicazione dell’antologia che raccoglierà i migliori testi prodotti dai partecipanti. Autrici e autori selezionati saranno affiancati dai docenti del corso nel lavoro di editing e revisione dei loro testi. Il volume sarà pubblicato dalla casa editrice dell’Università di Siena (USienaPress), nella collana Intrecci.
Il corso è gratuito e aperto a tutti, con precedenza per le studentesse e gli studenti dell’Ateneo senese e delle università toscane. I posti disponibili sono trenta ed è possibile accedervi tramite Fenysia–Scuola di linguaggi della cultura, inviando un curriculum o una lettera motivazionale a: info@scuolafenysia.it .
Le attività si svolgeranno dal 3 marzo al 4 giugno e dal 9 settembre al 15 ottobre con due o tre appuntamenti settimanali, mentre i mesi di novembre e dicembre saranno dedicati all’elaborazione dei testi scritti dai partecipanti. Le lezioni di marzo potranno essere seguite sia in presenza all’Università di Siena, sia tramite Google Meet, con il resto delle lezioni che sarà esclusivamente in modalità online tramite Zoom.
“Credo che dedicare del tempo alla lettura e alla scrittura al fianco di scrittori e poeti – ha dichiarato la professoressa Chiara Mocenni – sia un modo per contrastare i meccanismi odierni di accesso rapido all’informazione che spingono verso la semplificazione e la polarizzazione del pensiero. Auspico che riscoprire la complessità che abita noi stessi e il mondo che ci circonda, interrogandosi al tempo stesso sul benessere personale e collettivo, sia un passaggio fondamentale per recuperare la dimensione umana del vivere insieme. La pubblicazione realizzata da USiena Press consentirà di condividere le riflessioni emerse nel corso del progetto con la comunità”.
“La preziosa collaborazione con l’Università di Siena – ha detto il professor Pierpaolo Orlando – rappresenta un’importante tappa nel percorso che Fenysia ha iniziato nel 2017, quando è stata fondata con l’obiettivo di favorire l’approfondimento e la contaminazione dei linguaggi della cultura. ‘Imparare a leggere per imparare a scrivere’ è il motto che guida la Scuola nella missione di fornire strumenti che avvicinino alla scrittura, favorendo nel contempo una maggiore consapevolezza di sé. Il laboratorio nasce dalla convinzione che mettersi in discussione all’interno di un contesto di condivisione e conoscenza reciproca sia una delle vie maestre per uscire dall’isolamento sociale che talvolta i nuovi media incentivano. Sento l’urgenza di salvaguardare la qualità dello scrivere: la nostra lingua parlata e scritta si sta impoverendo. Bisogna correre ai ripari. Come? Offrendo alle ragazze e ai ragazzi un’occasione per crescere e trovare la propria voce confrontandosi con la tradizione”.
Il professor Alessandro Fo ha aggiunto: “lungo l’itinerario che percorreremo insieme (‘Letteratura come itinerario nel meraviglioso’, per mutuare un celebre titolo di Angelo Maria Ripellino) avremo modo sia di sperimentare, a livello laboratoriale, le soddisfazioni (e dunque il benessere) disponibili per chi coltivi e raffini le proprie capacità espressive, sia la natura – latamente parlando – ‘salutare’ del contatto con le alte realizzazioni dell’arte. Molte ne incontreremo, fra opere appartenenti all’immenso e inesauribile repertorio dei classici, e novità che si sono da poco imposte all’attenzione di chi ami la poesia nel senso più ampio dell’accezione. Invitato a citare un libro che recentemente mi abbia particolarmente colpito, segnalerò la raccolta poetica dal significativo titolo di ‘Cura’ (Ronzani editore 2024) di Mauro Sambi, professore universitario di Chimica, che però ha imparato a combinare con arte anche atomi e molecole della tradizione e dell’ispirazione, facendo fronte con i suoi versi all’urto violento di una impegnativa diagnosi”.
“Le mie lezioni – ha continuato il professor Stefano Dal Bianco – saranno un vero e proprio laboratorio, condotto sulle poesie dei partecipanti, che io commenterò, in forma anonima, quasi esclusivamente sul profilo formale – senza entrare nei contenuti, per quanto possibile – nell’ottica di fornire indicazioni pratiche sulla composizione dei testi. Si parlerà quindi di ritmo, di sintassi, di intonazione dei versi, di suoni, di gestione della punteggiatura, dell’andare a capo, dei registri lessicali. L’intento è quello di fornire gli strumenti fondamentali per trovare la propria voce, riconoscendo e evitando i cliché del cosiddetto ‘poetichese’: ciò che è ‘poetico’ è esattamente ciò da cui la poesia rifugge”.
Commenta il professor Alberto Cristofori, autore, traduttore e docente del laboratorio: “la scrittura di versi assomiglia troppo spesso a una forma di esibizionismo e rischia di diventare, in mancanza di un vero ‘mercato editoriale’, una delle manifestazioni del narcisismo che affligge la contemporaneità. Tale pratica assume però tutt’altro aspetto, e un valore molto più positivo e condivisibile, se da un lato si fonda sulla lettura dei testi altrui, e dall’altro diventa occasione di approfondimento della conoscenza di sé. Ecco perché nelle mie lezioni si alterneranno le analisi dei testi di alcuni grandi autori dalla metà del Novecento a oggi, e la lettura dei testi elaborati dai partecipanti, finalizzata a coglierne tutti i possibili motivi di interesse”.