“L’università di Siena partirà con l’analisi di un campione rappresentativo di due-tremila sieri, raccolti a Siena, su cui faremo il dosaggio degli anticorpi. I kit sono in arrivo, adesso vedremo la circolazione del virus. Se saremo fortunati, come spero, riusciremo a dichiarare che questo agente patogeno è circolato molto di più di quanto ci dicono i numeri. In questo caso, quando ci sarà un decremento, avremo anche una nicchia di popolazione un po’ più protetta”. Lo ha detto Emanuele Montomoli, epidemiologo, docente dell’ ateneo e fondatore di Vismederi stamattina nella diretta Facebook con Siena News.
Un intervento ‘straordinario’ quello di Montomoli -che solitamente fa il punto della situazione sul coronavirus il venerdì – per parlare nuovamente dell’argomento della mascherine. “Quelle chirurgiche non sono efficaci contro la trasmissione del covid19 – spiega-, questa purtroppo è la verità. Le maglie sono larghe 3mila micron, i virus hanno un diametro di 120 micron. Le maschere non sono protettive contro il coronavirus. Possono essere di ‘ conforto’ ma non sono efficaci. Solo la mascherina Ffp3 può contrastare il virus ma ora il problema è che non si trova nel mondo: la producono poche aziende che non riescono a soddisfare l’enorme domanda del momento”.
Spazio poi ad un commento sull’evolversi della situazione e sui numeri dati ieri dalla Protezione civile che hanno fatto vedere un piccolo calo nei contagi e nei decessi. “Stiamo vedendo i risultati delle misure di contenimento, spero in una diminuzione di contagi giornalieri e in un raggiungimento del picco – prosegue-.Sulle morti gli effetti veri e propri li vedremo in un periodo di tempo più lungo”. Montomoli ha poi ribadito he in Italia il numero dei decessi è alto perchè ” consideriamo morti per coronavirus anche quelle di pazienti che hanno più patologie, abbiamo adottato un sistema di notifica diverso da quell di altri paesi: in Germania ad oggi hanno 55mila casi con solamente 100 morti”.
Sempre sul numero dei casi la previsione del docente di vaccinologia è che a breve gli Usa supereranno l’Italia anche se i decessi registrati “saranno meno per via del differente sistema di notifica– continua-.L’Italia in questa settimana dovrebbe vedere una prima diminuzione dell’infezione. Il mio timore adesso è per la possibile nascita di nuovi piccoli focolai nel Mezzogiorno dovuti al ritorno di chi abitava in Lombardia e nelle ‘zone rosse’, questa cosa sta già avvenendo in Toscana dove alcuni contagi sono dovuti al contatto tra la popolazione locale e chi, dal nord Italia, è venuto qui per trasferirsi nelle seconde case”.
Katiuscia Vaselli
Marco Crimi
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