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Università, oggi il Graduation day. L’attrice Cristiana dell’Anna: “Lo studio arricchisce a ogni età”

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Piazza del Campo si prepara ad accogliere il lancio del tocco dell’Università di Siena. Il Graduation Day dell’Ateneo torna come appuntamento ormai consolidato, con laureate e laureati dell’ultimo anno accademico pronti a celebrare la conclusione del proprio percorso di studi nel cuore della città.

“Credo che siamo ben oltre i dieci anni e quindi ormai è una tradizione che si radica”, ha ricordato il rettore Roberto Di Pietra, sottolineando come molti studenti tornino appositamente a Siena per partecipare alla cerimonia. “Tengono molto ad essere presenti in Piazza del Campo e a essere parte di questa festa”.

Per Di Pietra il Graduation Day è anche “un momento importante per la città”, perché ravviva Siena con la presenza di laureati, famiglie e ospiti. La giornata sarà accompagnata dagli interventi del sindaco Nicoletta Fabio, della presidente dell’associazione Usiena Alumni, Anna Prugnola, e degli ospiti scelti per questa edizione.

Tra loro l’attrice Cristiana Dell’Anna, che ha raccontato il proprio legame personale con lo studio. “Partecipare al raggiungimento di questi ragazzi, che hanno fatto un percorso tanto diverso dal mio, mi arricchisce profondamente”, ha detto. “È una cosa che ho sempre sognato, perché sono un po’ secchiona, mi piace studiare. Sono sempre immersa nei libri”.

Dell’Anna ha sottolineato come lo studio non abbia una scadenza anagrafica. “Non credo che ci sia un tempo massimo per lo studio e per l’arricchimento personale”, ha affermato, ricordando le storie di chi sceglie di iscriversi all’università anche a 40 o 50 anni.

Per Paolo Angelini, direttore generale della Banca d’Italia, senese e laureato all’Università di Siena, il ritorno in città ha invece un forte valore personale. “Per me venire a Siena è tornare a casa”, ha detto. “Vivo a Roma dal 1990, ma ho sempre continuato a considerare questa città nel cuore”.

Angelini ha ricordato il proprio percorso universitario in Economia e il successivo ingresso in Banca d’Italia. “Questo ritorno a lanciare il tocco, che ai tempi non si lanciava, mi è sembrata una bellissima occasione”, ha spiegato.

Secondo Angelini la cerimonia serve anche a far sentire i laureati parte di una comunità. “È un modo per far sentire i ragazzi parte di un’istituzione. Sentirsi parte di qualcosa è una cosa che si sta un po’ perdendo”.

Il momento più atteso sarà il lancio del tocco, rito conclusivo della cerimonia e simbolo del passaggio dei laureati verso una nuova fase del proprio percorso personale e professionale.