Carenza di personale, turni coperti con sacrifici e timori per la tenuta del servizio sul territorio. È il quadro emerso dall’assemblea convocata dalla FP CGIL al Comando dei Vigili del Fuoco di Siena, alla presenza dei rappresentanti nazionali, regionali e provinciali del sindacato.
Al centro del confronto con il personale, oltre alle questioni organizzative di livello nazionale, soprattutto la situazione del territorio senese, definita critica per la mancanza di organico.
“Il Comando di Siena presenta una scopertura importante in tutte le qualifiche, ma in particolare nei ruoli operativi, cioè quelli impegnati direttamente negli interventi di soccorso”, spiega la FP CGIL.
I numeri danno la dimensione del problema: mancano 21 unità operative su 78 previste, pari a circa il 30% dell’organico necessario. Una carenza che, sottolinea il sindacato, si è aggravata negli ultimi mesi a causa di pensionamenti, trasferimenti verso altre sedi e personale impegnato in formazione o missioni fuori provincia.
Una situazione che, secondo i lavoratori, non è più sostenibile.
“Da tempo il soccorso è garantito grazie allo spirito istituzionale del personale, che ha spesso rinunciato a ferie, permessi e riposi pur di assicurare il servizio”, evidenzia la sigla sindacale. Sacrifici che hanno permesso di mantenere operativi anche i presidi periferici di Poggibonsi, Montalcino, Montepulciano e Piancastagnaio, evitando chiusure che avrebbero avuto ripercussioni dirette sul territorio.
Per affrontare l’emergenza, la FP CGIL ha chiesto alla Direzione regionale Toscana di avviare una ricognizione per individuare personale disponibile da altri comandi, anche fuori regione. Una soluzione tampone, però, che non risolve il problema strutturale.
“Si tratterebbe comunque di iniziative temporanee, a fronte di una gravissima scopertura che riguarda tutto il territorio nazionale”, sottolinea il sindacato.
Da qui l’appello al Ministero: servono interventi immediati per rafforzare il Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco. “Non sono più rinviabili iniziative concrete – conclude la FP CGIL – altrimenti ci riserviamo forme di mobilitazione”.
Sul tavolo anche una critica alle politiche nazionali: “Nonostante i proclami sulla sicurezza, il personale continua a subire contratti al ribasso e un sottodimensionamento che ha ricadute dirette sui servizi ai cittadini”.
Un allarme che arriva alla vigilia dell’estate, periodo tradizionalmente più critico per incendi e emergenze: “Si prospetta una stagione caldissima, sotto tutti i punti di vista”.