Negli ultimi anni il modo di viaggiare ha subito una profonda trasformazione, che ne ha ridefinito completamente i connotati. Complici le indigestioni social di contenuti legati a esperienze di viaggio sempre più omologate e la nascita di una nuova consapevolezza in termini di sostenibilità, oggi molti viaggiatori, soprattutto giovani, scelgono di viaggiare in modo sostenibile, nel rispetto dell’ambiente e delle realtà locali.
Una nuova dimensione del viaggio
Nell’era della velocità e della comodità il modello di viaggio che ha saputo farsi largo e affermarsi è stato quello delle lunghe tratte aeree, magari in luoghi esotici, ma soprattutto in piccoli angoli di comodità costruiti ad hoc, come i villaggi vacanze, che offrono a chi viaggia l’ambigua sensazione di non aver lasciato del tutto casa e abitudini.
Tuttavia, fortunatamente, il modo di viaggiare sta lentamente ma inesorabilmente riscoprendo la propria dimensione di scoperta, avventura, fattori di crescita personale che per forza di cose costringono ad abbandonare quella cupola di comodità per aprirci ad esperienze nuove.
Del resto per fare del viaggio un’esperienza in grado di arricchirci e cambiare il nostro modo di vedere il mondo, un po’ di scomodità occorre metterla in conto. Per raggiungere questo obiettivo è necessario abbattere le barriere dell’omologazione turistica, nate dai principi di ottimizzazione e massimizzazione del profitto tipici del mondo dell’impresa, ma che poco e male si adattano ai ritmi umani: allora niente più tappe forzate e percorsi artificiali costruiti ad hoc, ma esperienze che sanno calarsi nel tempo e nello spazio del luogo che visitiamo e che ci consentono di imparare a guardare il mondo con occhi nuovi.
In questo modo, oltre al miglioramento dell’esperienza personale, abbiamo la possibilità di fare in modo che le realtà locali traggano benefici concreti e duraturi, aiutando le economie locali e le realtà sociali del luogo. La cultura autoctona viene valorizzata senza snaturarla o sfruttarla, mentre il denaro speso alimenta direttamente le micro-imprese, gli artigiani e i ristoratori locali, con un influsso benefico per gli abitanti del luogo.
Il profilo di un viaggio sostenibile
Se la sostenibilità è la domanda, la risposta sono i viaggi lunghi, lenti e lontani dalle mete del turismo di massa, specialmente in alta stagione: i soggiorni prolungati, infatti, permettono di decongestionare le mete turistiche dal fenomeno del “mordi e fuggi”, riducendo gli spostamenti ad alto consumo energetico e permettendo un’immersione culturale reale; al contempo, scegliere periodi di bassa stagione, consente alle attività locali di lavorare tutto l’anno e non soltanto nei mesi di maggiore affluenza turistica, riducendo molti dei problemi legati a un’economia puramente stagionale.
Una volta giunti a destinazione, la regola d’oro è muoversi a impatto zero, evitando mezzi motorizzati privati per adottare la mobilità dolce come passeggiate a piedi, itinerari in bicicletta o l’uso di trasporti pubblici locali. Questo consente di scoprire angoli nascosti e respirare la vera atmosfera del posto, riducendo a zero le emissioni nel territorio che ci ospita.
L’Importanza di partner affidabili sul territorio
Realizzare un itinerario con queste caratteristiche richiede una profonda conoscenza del territorio, link con le realtà locali, che non sempre possono contare su grande visibilità pubblicitaria e in generale un grande investimento di tempo. Per questo per costruire un viaggio veramente sostenibile, è fondamentale affidarsi ad agenzie esperte nel settore, come Evaneos, che non solo conoscono le dinamiche del luogo, ma condividono in modo rigoroso ed efficace la visione di un turismo etico. Per garantire uno standard elevatissimo, infatti, i partner sul territorio vengono selezionati con estremo rigore, individuando solo gli operatori capaci di rispecchiare appieno questi valori e di offrire esperienze realmente trasformative.
Il viaggio sostenibile non è un insieme di rinunce, ma un arricchimento straordinario, che ci permette di lasciare un’impronta leggera sull’ambiente e un segno profondo nel proprio bagaglio personale, rendendoci custodi rispettosi dei luoghi che visitiamo.