Enter your email address below and subscribe to our newsletter

Il Danish String Quartet a Siena: capolavori e visioni tra classica e Radiohead

Condividi su

La 103esima Stagione “Micat in Vertice” dell’Accademia Musicale Chigiana presenta un evento di assoluto rilievo: il leggendario Danish String Quartet, tra le migliori formazioni cameristiche al mondo, sarà ospite per la prima volta dell’Accademia Chigiana con un concerto straordinario, in programma eccezionalmente nel Salone dei Concerti di Palazzo Chigi Saracini.

Un contesto esclusivo che offre un ascolto ravvicinato e un’acustica di rara eccellenza.Noti per il loro carisma trascinante, per le celebri incisioni realizzate con Manfred Eicher per l’etichetta ECM, per un’energia esecutiva capace di attrarre anche il pubblico della musica rock e per l’originalità delle scelte di repertorio, i quattro musicisti scandinavi arrivano a Siena con un progetto che sfida le convenzioni. Il Salone dei Concerti si trasforma così in un vero laboratorio di poliedriche espressioni sonore, dove tradizione e contemporaneità dialogano in modo sorprendente.

Definito dal Washington Post «uno dei migliori quartetti di oggi», il Danish String Quartet non è soltanto un ensemble di straordinario livello, ma un autentico spazio di esplorazione sonora. I quattro musicisti, cresciuti insieme fin dall’adolescenza in un summer camp nella campagna danese, hanno conservato intatto lo spirito di quell’amicizia originaria, trasformandolo in una complicità musicale rarissima. A una tecnica prodigiosa uniscono quella “nimble charisma” – un carisma agile e immediato – che li rende unici: capaci di passare con naturalezza dalla compostezza del grande repertorio classico all’energia travolgente delle pagine più audaci, conquistando il pubblico dei più importanti palcoscenici internazionali.

Il programma del concerto, realizzato in collaborazione con IUC – Istituzione Universitaria dei Concerti dell’Università “La Sapienza” di Roma, si configura come un’esplorazione audace delle possibilità espressive del quartetto d’archi. Un percorso che attraversa il Novecento e il presente, mettendo in dialogo due giganti come Dmitrij Šostakovič e Alfred Schnittke con una delle voci più originali del nostro tempo, Jonny Greenwood, polistrumentista e mente creativa dei Radiohead, band iconica che ha ridefinito il linguaggio del rock contemporaneo influenzando intere generazioni. Legati da un sottile filo di continuità, questi autori hanno costruito linguaggi inconfondibili, in cui il tragico e il comico si sfiorano, il grottesco si trasforma in tensione espressiva e l’ironia incide, come un bisturi, sulle certezze della tradizione.

Il viaggio si apre con il polistilismo di Schnittke, e del suo del Quartetto n. 2 in cui frammenti di jazz, barocco e musica sacra collidono in una danza teatrale e imprevedibile. Segue la Suite da “There Will Be Blood” di Jonny Greenwood, che con il suo celebre lavoro per il grande schermo ha dimostrato come il quartetto d’archi possa farsi personaggio psicologico autonomo.

Greenwood, con le sue scordature audaci e i cluster sonori, porta in sala la freschezza di un linguaggio di rottura, capace di abbattere le barriere tra l’avanguardia colta e la sensibilità del rock d’autore. Infine, il graffiante sarcasmo sonoro del Quartetto n. 3 in fa maggiore op. 73 di Shostakovich, dietro l’apparente leggerezza dei valzer si cela una musica di protesta e sarcasmo sonoro, tra tragedia e ironia, tipica del compositore russo. Il concerto invita a un percorso tra estetiche ambivalenti. Tre grandissimi autori che, pur avendo vissuto in epoche e contesti differenti, sono accomunati da un forte legame con la musica per il cinema una “zona franca” per sperimentare soluzioni timbriche e narrative ardite.

L’impegno intellettuale e l’urgenza espressiva che uniscono questi tre autori si traducono, sotto le mani del Danish String Quartet, in un’esperienza vitale: la musica diventa uno specchio della storia, ma soprattutto un invito a condividere una tensione creativa che è, al tempo stesso, gioco e sfida. Un appuntamento imperdibile per scoprire come la grande musica da camera possa essere contemporaneamente intellettuale, sorprendente e profondamente comunicativa.

Alle 20.30, una guida all’ascolto in sala accompagnerà il pubblico nel mondo creativo dei tre compositori, svelando i segreti di questa “nuova musica” che parla al nostro tempo con la forza del cinema.

Data la limitata disponibilità di posti nel Salone dei Concerti di Palazzo Chigi Saracini, l’Accademia Musicale Chigiana invita il pubblico a garantirsi per tempo l’accesso a questo appuntamento di straordinario rilievo.

PROGRAMMA
Alfred Schnittke – Quartetto n. 2
Jonny Greenwood – Suite da “There Will Be Blood”
Dmitri Shostakovich – Quartetto n. 3 in fa maggiore op. 73

DANISH STRING QUARTET
Frederik Øland, Rune Tonsgaard Sørensen (violino),
Asbjørn Nørgaard (viola), Fredrik Schøyen Sjölin (violoncello)