Prosegue il percorso della Primavera Chigiana 2026 con un appuntamento dedicato alla grande tradizione pianistica italiana del Novecento e del nostro tempo.
Giovedì 25 giugno, alle ore 19.30, il Salone dei Concerti di Palazzo Chigi Saracini accoglie il recital del pianista Marco Scolastra, interprete da sempre attento ai linguaggi della modernità musicale e protagonista di una carriera che coniuga attività concertistica, ricerca e valorizzazione del repertorio contemporaneo.
Interprete autorevole di questo repertorio, Marco Scolastra si è formato presso il Conservatorio di Perugia e si è perfezionato, tra gli altri, con Aldo Ciccolini e all’Accademia Chigiana con Joaquín Achúcarro e Katia Labèque. Ospite di importanti istituzioni internazionali, dal Musikverein di Vienna alla Carnegie Hall di New York, ha dedicato una parte significativa della propria attività alla musica italiana del Novecento e contemporanea, collaborando con compositori, interpreti, attori e studiosi in progetti che uniscono ricerca, esecuzione e divulgazione. Da sempre impegnato nella promozione della musica contemporanea, ha inoltre presentato numerose opere in prima esecuzione assoluta, molte delle quali a lui dedicate da compositori quali Silvia Colasanti, Lucio Gregoretti e Matteo D’Amico.
La sua attività artistica è documentata da una vasta discografia pubblicata da etichette quali Decca, Brilliant Classics e Stradivarius, testimonianza di un percorso interpretativo che ha sempre affiancato alla pratica concertistica un costante lavoro di approfondimento e valorizzazione del repertorio
Intitolato Un secolo di musica italiana, il programma propone un itinerario che attraversa oltre cento anni di creatività musicale, mettendo in dialogo alcune delle personalità più significative della cultura compositiva italiana del Novecento con voci della contemporaneità. Non si tratta soltanto di un percorso attraverso la musica italiana del secolo scorso e dei nostri giorni, ma anche di un viaggio nella storia stessa dell’Accademia Chigiana, evocata attraverso compositori che ne hanno condiviso la visione culturale, l’attività didattica e l’impegno nella costruzione di una moderna identità musicale italiana.
Ad aprire il concerto saranno gli Undici pezzi infantili op. 35 e i Due Ricercari sul nome B-A-C-H di Alfredo Casella, figura centrale della rinascita musicale italiana del secolo scorso e protagonista della storia chigiana fin dai suoi esordi. Primo Direttore Artistico dell’Accademia Chigiana e docente dei corsi di perfezionamento, Casella contribuì in modo decisivo alla definizione della vocazione internazionale dell’istituzione senese, promuovendo al tempo stesso la conoscenza della musica contemporanea e la riscoperta del patrimonio storico italiano.
A seguire, gli Omaggi di Gian Francesco Malipiero offriranno una testimonianza emblematica di quella stagione di rinnovamento che vide la cosiddetta “Generazione dell’Ottanta” restituire alla musica italiana una nuova centralità nel panorama europeo. Ironici, essenziali e anticonformisti, i tre brevi movimenti della suite riflettono la libertà inventiva e la tensione sperimentale che caratterizzano il linguaggio del compositore veneziano.
Il cuore del programma è affidato a tre pagine di Goffredo Petrassi – Partita, Toccata e Petite Pièce – autore che ha segnato profondamente la vita artistica dell’Accademia Chigiana attraverso la sua lunga attività didattica e il suo magistero compositivo. Nella scrittura di Petrassi convivono il rigore della tradizione contrappuntistica e una costante tensione verso la modernità, in un equilibrio che ha influenzato generazioni di musicisti e compositori.
Il percorso prosegue con Wasserklavier di Luciano Berio, una delle pagine più poetiche dei Six Encores, nata come una sorta di “cartolina musicale” dedicata ad amici e costruita sulla memoria di Brahms e Schubert. Docente della Chigiana e protagonista di alcune delle più significative stagioni della sua attività contemporanea, Berio ha rappresentato una figura di riferimento imprescindibile per la riflessione musicale internazionale della seconda metà del Novecento.
Con Un Adieu, ultima composizione pianistica di Giacinto Scelsi, il concerto si apre a una dimensione di intensa meditazione sonora. Il brano, sospeso tra memoria e congedo, testimonia una delle esperienze più radicali e originali della musica europea del secolo scorso.
Lo sguardo si rivolge infine al presente con Miniature notturne di Domenico Turi e Crossdressing Bach di Matteo D’Amico, compositore con il quale Scolastra intrattiene da anni un intenso rapporto artistico e interpretativo. Le due opere confermano la vitalità della creazione musicale italiana contemporanea e la continuità di un dialogo con la tradizione che attraversa l’intero programma. In particolare, il riferimento bachiano che riaffiora in diverse pagine del recital, dai Ricercari di Casella fino al lavoro di D’Amico, diventa un filo ideale che collega epoche, linguaggi e sensibilità differenti.
«Per me è un ritorno molto emozionante, perché proprio qui ho frequentato i corsi di perfezionamento dopo il diploma e da allora non vi ho più suonato». Con queste parole Marco Scolastra racconta il significato speciale del concerto che lo vedrà protagonista alla Primavera Chigiana 2026. Dopo gli anni di perfezionamento all’Accademia Chigiana, il pianista torna infatti a esibirsi nel Salone dei Concerti di Palazzo Chigi Saracini, luogo profondamente legato alla sua crescita artistica e musicale. Un ritorno che testimonia uno dei tratti più distintivi dell’esperienza chigiana: un legame destinato a durare nel tempo, accompagnando il percorso umano e professionale dei suoi allievi ben oltre gli anni della formazione.
Informazioni e prenotazioni presso la biglietteria di Palazzo Chigi Saracini:0577 220922 – biglietteria@chigiana.org