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(Non) è una questione di genere scopre le muse del Rinascimento

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Il prossimo 7 maggio, alle 17, nella Sala delle Statue del Museo dell’Opera di Siena, si terrà la seconda conferenza del seminario permanente (Non) è una questione di genere, a cura di Marilena Caciorgna, Riccardo Castellana, Monica Marchi e Linda Puccioni, organizzato dal Dipartimento di Filologia e critica delle letterature antiche e moderne di Siena in collaborazione con Opera Laboratori. La lezione dal titolo Muse del Rinascimento: Simonetta Vespucci e altre donne ideali sarà svolta da Francesca Fumi Cambi Gado e sarà introdotta da Luca D’Onghia e da Alessandra Romano (Delegata del Rettore dell’Università di Siena per le politiche di inclusione ed equità). La relatrice, Francesca Fumi è storica dell’arte, studiosa della scultura senese del Rinascimento, di Araldica ed Emblematica. Ha collaborato per mostre e progetti con Fondazioni e Soprintendenze toscane e con l’Archivio di Stato di Firenze, mentre nel 2010 ha esordito come scrittrice di narrativa. Il tema del seminario propone di trattare alcune delle più celebri personalità femminili dell’epoca rinascimentale in Toscana e sarà illustrato con l’ausilio di immagini di opere d’arte e citazioni letterarie. Per le loro doti di bellezza e carattere, queste protagoniste dell’epoca rinascimentale, talvolta segnate da una morte prematura, divennero vere e proprie “muse” ispiratrici di artisti e poeti lasciando un ricordo indelebile nella memoria dell’immaginario collettivo di tutti i tempi. Jacopo della Quercia immortalava nel marmo la perfezione dei tratti di Ilaria del Carretto, sposa di Paolo Guinigi, morta tragicamente di parto. Sandro Botticelli trasfigurava Simonetta Vespucci, amata da Giuliano de’Medici, da tutta Firenze e dal pittore stesso, in una icona del bello ideale; anche lei morta nel fiore degli anni, la sua immagine, secondo alcune interpretazioni pur a distanza di anni dalla sua scomparsa, potrebbe celarsi nelle figure femminili di gran parte dei più famosi dipinti di questo artista. Tra i personaggi femminili che si incontrano in ambito senese sono le affascinanti evanescenti figure ritratte nel Quattrocento da Francesco di Giorgio e Neroccio o l’ipotetico ritratto, dai tratti ben più realistici, di Camilla Saracini, opera quest’ultima già di epoca cinquecentesca, che sarà possibile vedere dal vivo esposta alla mostra “Abitare il Rinascimento” a cura di Laura Bonelli e Marilena Caciorgna, in procinto di inaugurarsi il prossimo 21 maggio al Palazzo delle Papesse.