Dodici volte Tittia, la promessa mantenuta: “Lo dovevo all’Aquila e alle tante generazioni che attendevano. Motivato per agosto”

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Non è solo una vittoria attesa da anni, ma è un lungo periodo di parole date, di promesse da mantenere. Adesso, Giovanni Atzeni detto Tittia, ha finalmente compiuto la missione di riportare il Palio nella Contrada dell’Aquila. Assieme al suo Diodoro, Tittia non ha lasciato scampo a nessuno lo scorso 3 luglio e dopo Andrea Degortes detto Aceto anche lui ha lasciato il segno nella storia dell’Aquila, regalando una gioia immensa a tante generazioni, alcune delle quali non avevano ancora visto la propria contrada trionfare sul Campo.

“Tutte le vittorie sono importanti e sentite – commenta Giovanni Atzeni detto Tittia -, ma questa ha un sapore diverso perché lo dovevo ad un popolo che non vedeva la vittoria da troppo tempo. La dirigenza mi è sempre stata vicina e avevo promesso che avrei fatto di tutto per montare e vincere il Palio. Ho realizzato un sogno anche io e devo dire che mi hanno fatto molto effetto i giorni prima del Palio, in cui ho avuto modo di parlare con persone di ogni età, le quali mi hanno dato una carica immensa. Lo dovevo a tutte quelle persone. In corsa non ho mai avuto dubbi, nonostante quel primo Casato in cui Diodoro ha provato a farmi quel piccolo scherzetto”.

Un rapporto, quello tra l’Aquila e Tittia, che viene ormai da lontano: la prima volta per Giovanni, infatti, fu nell’agosto 2011 con Indianos e Renato Romei era il capitano. La storia poi è proseguita nel luglio 2012 con Missisippi e sempre con capitan Romei. L’ultima volta di Tittia con il giubbetto dell’Aquila, invece, fu nel 2016 ad agosto con Oppio e Marco Lorenzini capitano.

“Renato Romei fu il primo capitano a darmi fiducia – spiega Tittia -, ma già la dirigenza precedente di Nanni Mandriani iniziò a seguirmi. Purtroppo, i vari palii con Indianos, Missisippi e Oppio non andarono come volevo. Non ero ancora maturo come oggi e non ebbi la prontezza di oggi. Anche per questo motivo però, mi sento di ringraziare la Contrada, perché mi ha aspettato e non ha mai pensato un attimo di cambiare idea su di me”.

Per Giovanni Atzeni, adesso, inizia il percorso di avvicinamento al Palio di agosto: dopo un’estrazione molto positiva per lui, adesso si apre un nuovo scenario, ossia la possibilità di porre fine anche al digiuno della Contrada del Nicchio.

“Il Nicchio è una delle Contrade con cui ho il rapporto più stretto – commenta Atzeni -. Sarebbe bellissimo coronare l’anno con due vittorie così importanti, è anche vero che è troppo presto per parlare, perché dobbiamo vedere quali saranno i dieci cavalli e in quali contrade vanno. Tutti parlano di un lotto in basso, ma secondo me non è ancora il momento giusto per fare pronostici. A mio avviso, i cavalli esperti devono esserci, però dobbiamo aspettare ancora qualche giorno prima di capire quale potrà essere la situazione. Tornando sul Nicchio, mi motiva tantissimo il fatto di poter porre fine al digiuno anche a questa grande contrade con cui ho un rapporto speciale”.

Infine, prima del Palio di luglio avevi parlato di un cavallo in grado di battere i tre big, qualora non ci fosse stato modo di montarli: questo cavallo, alla fine, ha corso a luglio?

“No, non ha corso, ma sono sicuro che sarà presente ad agosto”.