Mps – Banco Bpm, la fusione prende forma: settimana decisiva con i cda

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Banca Monte dei Paschi di Siena e Banco Bpm accelerano verso un possibile progetto di integrazione. Entro il 31 luglio i due istituti potrebbero convocare consigli di amministrazione straordinari per sottoporre agli azionisti un’operazione che, secondo le indiscrezioni, avrebbe come esito più probabile una fusione. L’iniziativa, sostenuta dagli amministratori delegati Luigi Lovaglio e Giuseppe Castagna, punta alla nascita di un terzo grande polo bancario nazionale in grado di competere con Intesa Sanpaolo e Unicredit.

Sul tavolo restano tre ipotesi: un’offerta di Banco Bpm su Mps, un’operazione inversa oppure una fusione tra pari, soluzione che al momento appare la più condivisibile sia dagli azionisti sia dai vertici delle due banche. I Cda potrebbero riunirsi prima della pubblicazione dei conti trimestrali, prevista il 5 e 6 agosto.

L’eventuale nuovo gruppo avrebbe però una significativa presenza francese nell’azionariato. Crédit Agricole è infatti il principale socio di Banco Bpm, mentre Delfin, azionista di Mps con il 17,5%, controlla EssilorLuxottica, società partecipata anche dal governo francese.

L’operazione si inserisce nel più ampio risiko bancario e rappresenta anche una risposta all’Opas lanciata da Intesa Sanpaolo su Mps. L’offerta, presentata l’8 giugno, prevede 10,09 euro e 16 azioni Intesa per ogni titolo Monte dei Paschi, con un valore complessivo di 30,6 miliardi di euro e un premio del 12,5%. Sullo sfondo resta la partita per il controllo di Mediobanca e, indirettamente, di Generali, considerata il vero obiettivo strategico dell’intera operazione.

K.V.