Intesa contro il piano Mps: “I benefici promessi ai soci sono già nel valore delle azioni”

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Intesa mette altri 800 milioni sul tavolo e intorno a Rocca Salimbeni lo spazio di manovra si restringe. Il rilancio dell’Opas su Monte dei Paschi, con 25 centesimi in più per azione nella componente cash, cambia gli equilibri della partita bancaria e mette pressione sul piano con cui Luigi Lovaglio punta alle operazioni su Banco Bpm e Banca Generali.

Intesa contesta anche uno degli argomenti utilizzati da Mps per sostenere il proprio progetto. Il Monte prospetta ai soci 16 miliardi di distribuzioni cash nell’arco del piano e 3 miliardi attraverso una distribuzione una tantum in natura. Per Ca’ de Sass, però, quelle risorse non costituiscono un valore aggiuntivo prodotto dalle Ops: i 16 miliardi erano già previsti dal piano Mps-Mediobanca, mentre gli asset distribuiti sono già presenti nel patrimonio della banca e quindi incorporati nel valore del titolo.

Il rilancio di Intesa è legato a una condizione pesante: gli azionisti del Monte dovranno bocciare il piano alternativo che arriverà all’assemblea del 29 ottobre, comprese le operazioni su Banco Bpm e Banca Generali. Ed è proprio quell’appuntamento a diventare adesso il passaggio decisivo.

A certificare il nuovo scenario è anche l’amministratore delegato di Bper, Gianni Franco Papa. “Sicuramente il Monte ora ha meno possibilità di azione”, osserva parlando dell’assemblea senese, pur ricordando che “è sempre possibile qualunque rilancio”.

Bper, per ora, resta alla finestra. Ma Papa non nasconde ciò che potrebbe accadere se Intesa conquistasse Mps: “Penso che l’operazione andrà a buon termine” e, in quel caso, “anche Bper diventerà attrice del risiko e riusciremo a rafforzarci”.

Nel progetto successivo all’operazione, infatti, Bper dovrebbe acquisire una parte rilevante della rete del Monte. Il risultato, secondo Papa, sarebbe un gruppo con “più di 2.600 filiali sul territorio nazionale” e una forte vocazione di banca di prossimità per famiglie, imprese e comunità.

Adesso la palla torna a Siena. Secondo fonti finanziarie citate da Radiocor, tra le possibilità sul tavolo potrebbe esserci persino un rinvio dell’assemblea del 29 ottobre. Un’altra strada potrebbe essere il rafforzamento del dividendo straordinario da 4 miliardi previsto dal piano Mps, ma una modifica di questo tipo richiederebbe interventi sull’ordine del giorno.