Mps, la stampa europea scettica sulla doppia offerta. Il Financial Times: “Operazione completamente folle”

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La stampa europea finanziaria è scettica sulla doppia offensiva di Mps: da Londra il Financial Times boccia senza mezzi termini il progetto su Banco Bpm e Banca Generali, arrivando a definirlo “completamente folle” e “assurdo”. Da Francoforte la Frankfurter Allgemeine Zeitung, vede nella mossa di Luigi Lovaglio i tratti di “un atto disperato” ma allarga anche lo sguardo al risiko italiano e sostiene che “la Germania deve imparare dalle banche italiane”.

Il giudizio più duro arriva dalla rubrica Lex del Financial Times. Secondo il quotidiano britannico, di fronte all’Opas di Intesa Sanpaolo Mps avrebbe scelto la strada più estrema: provare a difendere la propria indipendenza diventando, contemporaneamente, molto più grande.

Nel mirino ci sono le due offerte lanciate dal Monte su Banco Bpm e Banca Generali, per un valore complessivo di circa 34 miliardi di euro. Un progetto con il quale Rocca Salimbeni punta alla creazione di un nuovo grande polo bancario italiano.

Il Financial Times riconosce che una combinazione tra gli istituti può avere “una sua logica finanziaria”, ma ritiene che le difficoltà operative siano enormi. Il punto centrale è Mediobanca: Mps sta ancora portando avanti l’integrazione dell’istituto acquisito lo scorso anno e, con le nuove operazioni, si troverebbe di fatto a dover mettere insieme quattro realtà.

“Mettere insieme due banche è già difficile e richiede tempo”, osserva Lex, secondo cui pensare di riuscire a farlo con quattro richiederebbe “una buona dose di pensiero magico”. Il Financial Times critica anche le valutazioni proposte agli azionisti di Banco Bpm e Banca Generali, giudicandole “tutt’altro che generose”.

C’è poi una valutazione politica della strategia. Secondo Lex, la doppia Ops rischia di trasformarsi in un boomerang perché potrebbe trasmettere al mercato l’impressione che il consiglio di Mps sia disposto a spingersi molto lontano pur di evitare l’acquisizione da parte di Intesa Sanpaolo.

Più articolata la lettura della tedesca Faz. Anche il quotidiano di Francoforte evidenzia la difficoltà del progetto e definisce la mossa di Lovaglio come caratterizzata dai tratti di “un atto disperato”, proprio perché l’integrazione di Mediobanca non è ancora terminata e altre due banche potrebbero aggiungersi al perimetro.

La Faz, però, vede nel risiko un fenomeno più ampio e potenzialmente positivo per l’economia italiana. Secondo il giornale tedesco, ci sarebbero «molti argomenti a favore» della nascita di un terzo grande gruppo bancario italiano alle spalle di Intesa Sanpaolo e UniCredit.

Da qui il titolo provocatorio: “La Germania deve imparare dalle banche italiane”. La Faz ricorda infatti il forte consolidamento avvenuto nel settore italiano: secondo i dati di Banca d’Italia riportati dal quotidiano, dal 2015 il numero dei gruppi bancari sarebbe sceso da 500 a 129.

Il giudizio finale guarda quindi oltre la battaglia su Mps: “Un numero minore di banche, ma più solide” sarebbe, secondo la Faz, una lezione dalla quale anche altri Paesi europei, Germania compresa, potrebbero prendere esempio.