Siena, l’economia tiene ma il futuro perde pezzi: grosso calo dell’imprenditoria giovanile

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Siena perde imprese, soprattutto quelle dei giovani, mentre il caro vita continua a mettere sotto pressione le famiglie. In dieci anni la provincia ha visto scomparire oltre 1.900 attività, con un calo del 27,8% delle imprese giovanili.

Un quadro che racconta le difficoltà di un territorio ancora economicamente solido, ma alle prese con problemi strutturali che vanno dalla denatalità alla capacità di attrarre investimenti e trattenere nuove generazioni. È la fotografia emersa dalla ventiquattresima Giornata dell’Economia – Siena 2030, ospitata dalla Camera di Commercio e organizzata insieme all’Università di Siena e alla Fondazione Monte dei Paschi.

I numeri descrivono un cambiamento profondo del tessuto produttivo. A metà 2026 le imprese registrate in provincia sono 27.226, oltre 1.900 in meno rispetto a dieci anni prima, con una contrazione del 6%. Un andamento che mostra comunque un timido recupero rispetto al minimo del 2023, quando si contavano 56 attività in meno.

A pagare il prezzo più alto sono i settori tradizionali. Tra il 2015 e il 2025 la manifattura ha perso 1.081 imprese, il commercio 1.011 e l’agricoltura 266. In controtendenza il comparto dei servizi, cresciuto di 574 attività. Anche l’artigianato arretra: le imprese artigiane sono 6.098, con 834 attività perse nell’ultimo decennio, pari a una flessione del 12%.

Particolarmente significativo il dato sulle imprese giovanili, scese a 1.832. In dieci anni la diminuzione è stata del 27,8%, una contrazione che si intreccia con il progressivo invecchiamento della popolazione e con le difficoltà di ricambio generazionale.

A compensare almeno parzialmente questa tendenza contribuiscono le imprese guidate da cittadini stranieri. Sono 3.006, pari all’11,1% del totale, e nell’ultimo decennio sono aumentate del 37,2%, con un’ulteriore crescita del 5,9% nell’ultimo anno. Nello stesso periodo le attività a guida italiana hanno registrato una contrazione del 10,2%. Le imprese femminili sono invece 6.639.

È il segretario generale facente funzioni della Camera di Commercio Arezzo-Siena, Mario Del Secco, a richiamare l’attenzione sulla capacità del sistema imprenditoriale di resistere alle difficoltà degli ultimi anni, dalla pandemia alle tensioni internazionali. La trasformazione dell’economia locale, spiega, “è evidente soprattutto nello spostamento dai settori tradizionali verso i servizi, attività che richiedono generalmente investimenti iniziali più contenuti. In questo scenario, la crescita dell’imprenditoria straniera contribuisce ad attenuare la diminuzione complessiva delle aziende”.

Nonostante la contrazione del numero delle imprese, le prospettive economiche mostrano alcuni segnali incoraggianti. Secondo le stime Prometeia, il valore aggiunto dell’agricoltura dovrebbe crescere del 3,2% nel 2026, dopo il 3% del 2025. Per l’industria è previsto un incremento dello 0,3%, mentre le costruzioni dovrebbero registrare un aumento dello 0,9%. I servizi, settore sempre più rilevante per l’economia provinciale, sono attesi in crescita dello 0,9%.

La tenuta dell’economia, però, non coincide necessariamente con un miglioramento delle condizioni di vita delle famiglie. L’inflazione, stimata al 3,1%, continua a erodere il potere d’acquisto, ridimensionando gli effetti dell’aumento nominale dei redditi.

È uno degli aspetti evidenziati dalla professoressa Francesca Gagliardi, dell’Università di Siena, che a margine dell’incontro richiama l’attenzione sul peso crescente delle spese quotidiane. Secondo quanto illustrato dalla docente, “l’aumento dei prezzi comporta un aggravio medio annuo di circa 700 euro per famiglia. Una pressione che colpisce soprattutto i nuclei con minori disponibilità economiche e che rischia di tradursi in una progressiva erosione dei risparmi”.

Sul tema interviene anche il presidente della Camera di Commercio Arezzo-Siena, Massimo Guasconi, che sottolinea “la riduzione della capacità di acquisto delle famiglie. Energia, trasporti e beni di consumo pesano sui bilanci domestici, mentre le tensioni geopolitiche e le difficoltà delle catene di approvvigionamento continuano a condizionare l’economia”.

La sfida non riguarda soltanto la crescita, ma anche la capacità di rendere Siena un territorio nel quale sia possibile costruire il proprio futuro. Ed è proprio sui giovani che si concentra l’intervento del presidente della Fondazione Monte dei Paschi, Riccardo Coppini.

“Siamo una provincia a natalità molto bassa e questo è un grosso problema”, osserva Coppini, ricordando le iniziative dedicate all’innovazione e all’imprenditoria giovanile, a partire dal Santa Chiara Lab e dagli incubatori.

Il problema, secondo il presidente della Fondazione, è soprattutto “creare le condizioni per trattenere i giovani dopo gli studi e le prime esperienze professionali”.

“Io sono molto favorevole per il co-housing con il Comune, per gli studenti, per gli infermieri”, afferma Coppini. “Il territorio deve organizzarsi per offrire un’accoglienza a chi viene a lavorare, a chi porta imprese e a chi porta lavoro, un’accoglienza che sia a costi accettabili e che sia anche abbastanza vicina al posto di lavoro”.

Un richiamo diretto alla questione abitativa, considerata un elemento decisivo per l’attrattività economica della città. Coppini invita il Comune a tener conto di queste necessità nella pianificazione degli interventi, così da favorire l’insediamento di studenti, lavoratori e nuove attività.

Il rapporto tra formazione e sistema produttivo è invece al centro delle riflessioni di Donata Medaglini, prorettrice vicaria dell’Università di Siena.

“È assolutamente importante questa analisi perché ci presenta le prospettive economiche del territorio e ci guida nelle scelte”, spiega Medaglini. L’Ateneo, sottolinea, deve rispondere alle esigenze del mondo del lavoro attraverso la propria offerta formativa, ma anche sviluppare progetti di ricerca innovativi legati alle imprese e favorire il trasferimento tecnologico.

Una programmazione che passa necessariamente dalla conoscenza dei dati. Il direttore generale della Fondazione Monte dei Paschi, Marco Forte, richiama proprio l’importanza di costruire gli interventi sulla base delle esigenze reali del territorio.

“Cerchiamo sempre più di muoverci sulle evidenze e non sulle sensazioni”, osserva Forte, indicando nella raccolta e nell’analisi delle informazioni uno strumento fondamentale per orientare le scelte future della Fondazione.

In questa direzione si inserisce Siena 2030, la piattaforma che raccoglie oltre 400 indicatori economici, sociali e ambientali e che mette a disposizione strumenti interattivi per interpretare l’evoluzione del territorio. Tra le novità anche un sistema basato sull’intelligenza artificiale, pensato per rendere più accessibili le informazioni a cittadini, imprese e istituzioni.

Tra i comparti che mostrano segnali positivi c’è il turismo. Nei primi sette mesi del 2026 Siena ha registrato 327mila arrivi, in crescita dell’1% rispetto all’anno precedente, e 758mila presenze, sostanzialmente stabili. Aumentano del 12,6% i pernottamenti nelle locazioni turistiche, mentre gli escursionisti giornalieri risultano in diminuzione del 14%.

I dati più recenti, raccolti attraverso una piattaforma di monitoraggio delle strutture ricettive, indicano risultati incoraggianti anche per settembre e ottobre. Nel campione alberghiero analizzato, tra il primo settembre e il 26 ottobre l’occupazione delle camere ha raggiunto l’87,1%, in aumento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

L’assessore comunale al Turismo, Vanna Giunti, sottolinea l’importanza di poter disporre di informazioni aggiornate e di previsioni sull’andamento delle prenotazioni.

“Da queste indicazioni possiamo verificare che c’è una crescita importante del turismo e soprattutto abbiamo i dati in tempo reale ma possiamo fare anche delle previsioni”, spiega.

L’assessore anticipa inoltre un andamento favorevole per le festività natalizie: “I dati dell’andamento natalizio rispetto alle prenotazioni dell’anno scorso sono significativamente più alti”. Giunti fa riferimento a una crescita superiore al 4%, precisando però di voler comunicare successivamente il dato esatto.

L’obiettivo è consentire agli operatori turistici e all’amministrazione comunale di programmare le proprie strategie sulla base di informazioni concrete, rafforzando la collaborazione tra pubblico e privato.

Marco Crimi