La giustizia può dirsi tale soltanto quando è vicina al cittadino, ha tempi brevi e costi tollerabili.
Questi elementi essenziali vengono ogni giorno messi sempre più in discussione ed è per questo che la Camera Arbitrale dell’ordine degli avvocati di Siena, accanto all’arbitrato rituale tradizionale, ha pensato di dare vita ad uno strumento nuovo, che ha definito arbitrato minimo di prossimità.
“Tradotto” in parole povere si tratta di un arbitro unico, che al prezzo di un procedimento di mediazione, decide la vertenza.
Una importante novità che verrà presentata il 4 maggio alle 16 nella sala delle Lupe del Comune. A fare gli onori di casa saranno il sindaco di Siena Nicoletta Fabio e l’avvocato Antonio Ciacci, presidente dell’ordine degli avvocati di Siena, sarà poi la volta dell’avvocato Paolo Panzieri, presidente della Camera Arbitrale ad entrare nel merito di uno strumento che ha come obiettivo quello di essere presente sul territorio e quindi riportare la giustizia accanto a coloro che la invocano.
“L’intento – spiega Panzieri – è quello di agire in controtendenza rispetto alla giustizia ordinaria, che inesorabilmente – a fini deflattivi – tende a dimenticare le questioni cosiddette bagatellari (come per esempio gli incidenti stradali, le questioni condominiali o di vicinato ndr) che magari sono, invece, proprio quelle che più interessano ai cittadini”.
L’arbitrato minimo di prossimità non ha bisogno di investimenti e sarà gestito dalla Camera arbitrale del consiglio dell’ordine degli avvocati attraverso l’associazione forense, che già fornisce il medesimo servizio per l’Organismo di mediazione. Quindi si faranno carico di tutto gli avvocati senesi.
Quello che viene richiesto a quanti gestiscono il territorio (leggasi sindaci) è unicamente la loro disponibilità ad aderire a questo progetto. In pratica basta una stanza ed una connessione Wi-Fi. “Ci sono dei Comuni che sono già pronti – conferma il presidente della Camera arbitrale -. Cinquantacinque gli avvocati dell’ordine di Siena come arbitri. Sono tutti cassazionisti e quindi con una grande esperienza e ciascuno di loro ha competenze specifiche sulle materie sulle quali sarà chiamato a decidere”.
Siamo, quindi, davanti ad un progetto ambizioso “in controtendenza rispetto all’accentramento – prosegue l’avvocato Paolo Panzieri – progressivo degli uffici giudiziari. L’intento è quello di riportare la giustizia in prossimità al cittadino, come era un tempo quando presso ogni Comune esisteva il giudice conciliatore al servizio del territorio e c’erano pure due tribunali e ben quattro preture nella nostra provincia”.
Insomma gli avvocati senesi in questi tempi difficili e problematici intendono mettersi al servizio delle proprie comunità. “Ricordiamo – conclude Panzieri – che garantiamo un arbitrato celere e non costoso, avvocati competenti e di lungo corso. A differenza del mediatore, che davanti ad un non accordo tra le parti resta per forza impotente, il nostro arbitro con il suo lodo renderà giustizia al cittadino stabilendo chi ha ragione e chi ha torto come suo inalienabile diritto”.
Curvo dinoscere rectum – distinguere il diritto dal torto – è infatti il motto della Camera arbitrale degli avvocati senesi.
Cecilia Marzotti