Le porte del Biotecnopolo sono aperte. Anche quelle della cassaforte, almeno per chi è disposto a contribuire. Basta un intervento di Eugenio Giani per accendere il confronto sul futuro della Fondazione senese e una risposta di Gianluca Polifrone per trasformare quello che poteva essere un semplice saluto istituzionale in un botta e risposta.
Il tutto davanti al ministro della Salute Orazio Schillaci, arrivato a Siena per il convegno “Biotecnologie per la sicurezza nazionale”.
A sollevare la questione è il presidente della Regione Toscana, che ripercorre la nascita del Biotecnopolo durante l’emergenza Covid, ricordando il ruolo di Enrico Letta e gli oltre 300 milioni di euro previsti per dare vita alla Fondazione. Poi arriva il passaggio più significativo, quello sul mancato coinvolgimento della Regione nella governance dell’ente.
“Personalmente avrei voluto che, come con TLS, la Fondazione Biotecnopolo vedesse un coinvolgimento della Regione, che non ci fu perché non fu inserita nel contesto degli enti che componevano il consiglio di amministrazione. Io avrei voluto seguirla di più”, afferma Giani.
Un rammarico che il governatore non nasconde, pur riconoscendo i progressi compiuti dalla Fondazione. “Ho visto che dopo le incertezze la Fondazione Biotecnopolo si è progressivamente stabilizzata”, osserva, sottolineando come oggi ci siano le condizioni per attribuirle un ruolo centrale nella ricerca nazionale.
La replica del direttore generale Gianluca Polifrone arriva immediatamente, senza bisogno di aspettare la fine del convegno. E contiene un’apertura esplicita alla Regione Toscana, anche sul piano economico.
“Non sdegniamo l’appoggio della Regione Toscana, anzi lo cerchiamo, così come anche i fondi della Regione, perché il Biotecnopolo ha bisogno della politica e delle istituzioni”, risponde Polifrone.
Il messaggio è chiaro: nessuna porta chiusa a Firenze, anzi. Polifrone richiama anche il rapporto con Toscana Life Sciences, definita un interlocutore del territorio con il quale la collaborazione proseguirà. E ribadisce: “Da parte mia, come sono convinto dal presidente Montorsi e dal consiglio, la Regione ha le porte aperte al Biotecnopolo”.
Il confronto si inserisce in una partita che per Siena va ben oltre gli equilibri istituzionali. Giani insiste sulla necessità di rafforzare la sinergia tra Biotecnopolo e Toscana Life Sciences, soprattutto in una fase delicata per l’economia cittadina, segnata anche dalle vicende del Monte dei Paschi. L’obiettivo è consolidare il ruolo di Siena come centro nazionale delle scienze della vita, capace di attrarre ricercatori, professionalità e investimenti.
Su Toscana Life Sciences, intanto, il presidente della Regione conferma l’impegno economico di Firenze: “La Regione conferma, anzi incrementa” il proprio sostegno. Nessuna cifra viene però indicata durante l’intervento.
Ma se Giani e Polifrone si confrontano sul ruolo delle istituzioni, a indicare la strada da seguire per la Fondazione è Francesco Zaffini, presidente della Commissione Affari sociali e Sanità del Senato. Il suo intervento contiene un messaggio netto: il Biotecnopolo deve scegliere le proprie priorità e concentrarsi su progetti capaci di produrre risultati.
“Non serve perdersi dentro e dietro a mille situazioni, a mille progetti. Serve fare la differenza con due, tre grandi progetti dove la Fondazione fa la differenza”, sottolinea Zaffini.
Il presidente della Commissione indica nella ricerca biotecnologica, nello sviluppo di brevetti internazionali e nel trasferimento delle scoperte scientifiche all’industria alcune delle sfide principali. Un ruolo che considera particolarmente importante anche per i giovani ricercatori e per la capacità del Paese di affrontare nuove emergenze sanitarie.
“La ricerca farmaceutica deve stare qui, la ricerca che si trasferisce all’industria deve stare qui. La spinta sui giovani ricercatori deve uscire da questa Fondazione, questo è l’imperativo”, aggiunge Zaffini.
Il Senato, assicura, sarà al fianco del Biotecnopolo, ma non farà mancare la propria funzione di stimolo affinché “i risultati vengano e vengano presto”.
Marco Crimi