C’è una cintura di sicurezza che non si allaccia in automobile, ma si costruisce nei laboratori. E una parte importante di quella cintura passa da Siena. A dirlo è Alberto Mantovani, uno dei più autorevoli immunologi italiani, che dal palco del convegno “Biotecnologie per la sicurezza nazionale” assegna al Biotecnopolo un ruolo preciso: contribuire a proteggere il Paese dalle minacce sanitarie di oggi e di domani.
“Il Biotecnopolo rappresenta per il Paese una cintura di sicurezza”, afferma Mantovani, sottolineando il valore di una struttura inserita in quello che definisce un “tessuto straordinariamente fertile”, quello senese e toscano. Un riconoscimento che non riguarda soltanto le prospettive future, ma anche i risultati scientifici già raggiunti sul territorio.
L’immunologo cita infatti un esempio concreto: gli anticorpi monoclonali sviluppati contro i batteri resistenti agli antibiotici. Una frontiera particolarmente importante per la medicina, chiamata a confrontarsi con infezioni sempre più difficili da trattare.
“Gli anticorpi monoclonali che sono stati generati contro batteri resistenti e che hanno avuto l’attenzione della comunità scientifica internazionale sono qualcosa di straordinario, unico, fatto qua, di cui dovremmo essere fieri”, sottolinea Mantovani.
Parole che rappresentano un riconoscimento significativo per la ricerca senese. Perché, nel racconto dello scienziato, Siena non è soltanto il luogo che ospita una Fondazione chiamata a svilupparsi nei prossimi anni, ma un territorio che ha già contribuito a produrre innovazioni di rilievo internazionale.
“Io penso che Biotecnopolo non metterà un mattone, metterà delle grandi colonne, anzi ha già messo”, aggiunge Mantovani, utilizzando un’immagine che sintetizza la fiducia nelle potenzialità scientifiche della struttura.
Il suo intervento attraversa poi alcune delle principali rivoluzioni della medicina contemporanea, a partire dall’immunoterapia contro il cancro. Una conquista che ha cambiato le prospettive di cura di molti pazienti, ma che presenta ancora limiti importanti.
“Delle terapie immunologiche hanno vantaggio solo il 20% dei pazienti che trattiamo, quindi il bicchiere non è neanche mezzo pieno. Abbiamo fatto qualcosa, ma avremmo voluto e vogliamo fare di più”, osserva lo scienziato.
La ricerca, dunque, deve continuare a esplorare nuove strade. E tra gli strumenti destinati a modificarne profondamente i tempi c’è l’intelligenza artificiale.
Mantovani racconta un esempio tratto dalla propria esperienza scientifica: per ricostruire la struttura di una molecola il suo gruppo di ricerca ha impiegato oltre trent’anni. Oggi, grazie a strumenti come AlphaFold, è possibile ottenere in pochi giorni una buona previsione della struttura di nuove molecole.
“Ci abbiamo messo più di trent’anni per avere la struttura. Noi in questo momento stiamo lavorando su una molecola nuova: abbiamo una buona idea della struttura in due giorni, grazie all’intelligenza artificiale”, spiega.
Una trasformazione che apre prospettive anche per la ricerca clinica. Mantovani cita il caso di un progetto che combina marcatori biologici, osservazione dei pazienti e algoritmi di apprendimento automatico per aiutare i medici a valutare la gravità delle polmoniti e decidere se sia necessario il ricovero.
“Credo che Biotecnopolo davvero abbia gli strumenti e possa dare un contributo per raccogliere questa sfida”, afferma.
Non manca un passaggio dedicato ai vaccini, tema che a Siena ha una storia scientifica di primo piano. Mantovani richiama il contributo di Rino Rappuoli e ricorda come le vaccinazioni abbiano permesso di prevenire malattie che in passato provocavano morte e disabilità.
Il suo è anche un richiamo contro la sfiducia nella scienza. “Di fronte ai vaccini assistiamo al sonno della ragione”, denuncia, ricordando le conseguenze delle malattie prevenibili e i bambini che ancora oggi, in molte parti del mondo, non hanno accesso alle vaccinazioni più elementari.
Ma la prevenzione passa anche dalle abitudini quotidiane. Mantovani si dice preoccupato per l’aumento dei bambini in sovrappeso e sedentari, una situazione che considera una minaccia per la sostenibilità futura del Servizio sanitario nazionale. Il messaggio è semplice: niente fumo, attività fisica quotidiana e un’alimentazione ricca di frutta e verdura.
Infine, un appello rivolto direttamente al ministro della Salute Orazio Schillaci, presente al convegno: garantire ai medici che svolgono attività scientifica tempo dedicato alla ricerca. “Questa è una battaglia per la ricerca di questo Paese”, sottolinea Mantovani.
Marco Crimi