Il nome del possibile reindustrializzatore del sito ex Beko di viale Toselli? “Entro l’autunno potremmo conoscerlo, ci spendo la parola”, dice il consigliere di Sviluppo Industriale Siena Gabriele Corradi, audito stamani in commissione garanzia e controllo del Comune.
Di fronte ai commissari e ai lavoratori, Corradi ha parlato di una “realtà che merita attenzione, già attiva con una società statale e presente oggi a Sesto Fiorentino”. Il consigliere si è detto “moderatamente fiducioso” rispetto a una “soluzione unica” che potrebbe non occupare tutti i quarantamila metri quadri del sito, ma che avrebbe comunque la capacità di assorbire i 154 lavoratori attualmente in cassa integrazione.
Diverse le richieste pervenute all’advisor Sernet: “Galenica Senese per 1.600 metri quadri, CIS per 400 metri, Battistolli per 600 metri quadri e Pianigiani Rottami per 12mila metri quadri divisi in tre lotti”, prosegue il consigliere della società controllata da Invitalia e Palazzo Pubblico.
Corradi ha poi indicato le linee guida per i soggetti che entreranno nell’impianto. “I lavori di pulizia verranno effettuati a spese dei soggetti che entreranno, con uno sconto sull’affitto. Forniamo il progetto, ma gli interventi saranno a loro carico. Parliamo di circa 100mila euro per metro quadro di bonifica”.
Contrario il manager all’ipotesi, emersa nei primi tavoli con Invitalia, di una “una gara internazionale per l’assegnazione dei lavori e la chiusura del collaudo”, che andrebbe oltre la scadenza della cassa integrazione fissata al 31 dicembre 2027. “Se si dovesse tornare indietro e andare verso una gara pubblica, io sono pronto a dimettermi”, la posizione espressa da Corradi.
In chiusura, anche un passaggio sui conti della società: “Il bilancio di Sviluppo Industriale è già stato approvato, ora l’assemblea dovrà ratificarlo il prossimo 24 aprile. La chiusura registra una perdita di 3.700 euro”, ha concluso Corradi.
Marco Crimi