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Siena laboratorio del futuro: al via il programma per le startup agritec, nasce X Combinator

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L’innovazione del cibo non parte dal piatto. Parte dalla terra. E senza cambiare l’agricoltura, il futuro dell’agroalimentare resta fermo.

È da questa consapevolezza che nasce a Siena “X Combinator”, il nuovo programma dedicato alle startup early-stage dell’agrifoodtech, pensato per intervenire sui nodi più critici della filiera: dal campo alla trasformazione fino al mercato. Un progetto che guarda oltre i confini locali, con un focus sull’area mediterranea, dove sfide climatiche, produttive e di sostenibilità rendono urgente trovare soluzioni concrete.

Promosso da Fondazione Monte dei Paschi di Siena, *beeco e Università di Siena, il programma si rivolge a startup capaci di innovare davvero, partendo dai problemi reali dell’agricoltura. Non un’innovazione “di racconto”, ma strumenti e modelli che possano reggere il confronto con il campo aperto.

Il contesto, del resto, è chiaro: l’agricoltura europea perde superficie coltivata, invecchia nei suoi operatori e fatica ad attrarre capitali e talenti. Eppure resta il punto di partenza obbligato di qualsiasi trasformazione del sistema alimentare. “Siena rappresenta il territorio ideale per la nascita di questo progetto altamente innovativo – sottolinea il presidente della Fondazione Mps, Carlo Rossi – grazie alle sue eccellenze nell’agrifood e al sostegno costante all’imprenditorialità e all’innovazione”.

Il programma, della durata di cinque mesi (da luglio a novembre 2026), si svolgerà in modalità ibrida, tra lavoro da remoto e incontri in presenza nei locali dell’Università di Siena. L’obiettivo è accompagnare le startup nello sviluppo e nella validazione delle proprie soluzioni, attraverso mentorship, accesso all’ecosistema e confronto diretto con la filiera.

“Questo progetto si inserisce pienamente nella missione dell’Università di contribuire alla diffusione delle conoscenze attraverso la creazione di nuove imprese – spiega il rettore Roberto Di Pietra – in un settore, quello agroalimentare, strategico e già al centro di importanti iniziative di ricerca”.

Per Giovanni Ferri, founder di *beeco, si tratta di un passo significativo per il sistema Paese: “L’Italia si dota di un presidio dedicato all’innovazione verticale in agritech, uno spazio per far emergere progettualità ad alto potenziale e rafforzare un ecosistema più connesso e capace di leggere le trasformazioni della filiera”.

Le candidature per il primo ciclo si apriranno il 15 aprile e resteranno attive fino al 5 giugno 2026. Un primo passo verso un obiettivo più ampio: costruire nel tempo un’infrastruttura stabile capace di sostenere l’innovazione in uno dei settori più strategici per il futuro economico e ambientale del Paese.