“Io, dalla pasticceria alle carte: Tarocchi e Sibille sono per me come la spada per un samurai”. Il senese Andrea Barone conquista i social e si racconta

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L’argomento è controverso, il personaggio  – dato il tema – anche: nonostante di magìa si parli dalla notte dei tempi, nonostante i secoli bui e le streghe e i roghi che non hanno certo riportato luce, l’essere umano subisce da sempre il fascino dell’esoterismo e nell’era dei social, anche la magìa è diventata un fenomeno pop tanto che la cartomanzia è un canale che offre migliaia di offerte. Perché, alla fine, nessuno ci crede ma tutti sono curiosi. Ed è qui che si colloca Andrea Barone, nato a Poggibonsi 33 anni fa e con un pubblico in costante crescita, qui nelle pieghe della curiosità delle persone verso ciò che non possono sapere completamente.

Chi è Andrea Barone, conosciuto come ilsayan93 per la sua passione dell’infanzia per gli eroi manga DragonBall e diventato una vera star di Instagram e non soltanto? Da dove nasce il cartomante che legge Tarocchi e Sibille?

“Fin da piccino vedevo la mia mamma fare le carte. Non mi appassionavo, però conoscevo bene l’argomento. Poi ho incontrato una persona molto valida in questo mondo che mi ha proposto di iniziare questo percorso. Conoscendomi, aveva visto in me delle potenzialità e mi disse: “Prova a farlo, perché secondo me sei in grado”, anche per il mio modo di parlare. Io amo parlare con la gente, sono sempre stato così, anche quando lavoravo in pasticceria. Ho iniziato e fin da subito sono arrivati risultati e riscontri importanti. Poi ho scoperto che era diventata una vera passione e infine un lavoro. Le mie carte sono come la spada per un samurai”.

Facciamo un passo indietro. Nasci a Poggibonsi, in una famiglia senese. Tua mamma faceva le carte. C’è qualcosa che, in qualche modo, si tramanda?

“Credo ci sia un’energia che si tramanda. Io, però, inizialmente ho preso altre strade. Prima questa cosa delle carte era vista molto male e forse oggi sono uno dei pochi in Italia ad averla un po’ sdoganata. La gente vede me, un ragazzo moderno, non il classico personaggio cupo con candele e candelabri, e magari pensa che ci possa essere un modo diverso di stare in questo mondo. Quando pensi al cartomante, spesso immagini qualcuno che vuole prenderti in giro. Io non sono così: oltre alle carte, cerco di dare consigli utili alle persone che si rivolgono a me”.

Questo luogo comune può dipendere anche dal fatto che nel settore ci sono stati molti ciarlatani.

“Ci sono tanti ciarlatani, purtroppo. Dopo note vicende nazionali, in Italia è successo una sorta di cataclisma per questo mondo. La cartomanzia e la magia sono antichissime, ma da quel momento il cartomante è stato spesso associato al ciarlatano, al pagliaccio che non ha voglia di lavorare. Dipende invece da come fai questo lavoro. Se approfitti di una singola persona e vuoi portarle via lo stipendio, sei un ciarlatano e un truffatore. Se invece offri dei servizi, cerchi di aiutare le persone e le segui anche quotidianamente, è diverso. Io sono arrivato a un certo punto quasi al burnout perché avevo talmente tante persone da seguire che cercavo di aiutare tutti. Per me questo significa dare una mano”.

Di quali numeri parliamo? Quante persone segui ogni giorno?

“Circa cento persone al giorno e non sono sempre le stesse”.

Come fai ad avere l’energia per seguirle tutte?

“Sono sempre stato iperattivo e ho sempre avuto voglia di fare. Prima delle carte avevo provato anche una carriera musicale, che poi non è mai decollata perché ero troppo piccolo e non avevo la testa giusta. Però credo di aver sempre aspettato quel momento, quella persona che potesse spingermi a fare qualcosa del genere. Io cerco di seguire tutte le persone. Se vai a leggere i commenti su TikTok, Facebook e sugli altri social, trovi moltissimi riscontri positivi. Non mi considero neppure un collega dei cartomanti tradizionali: mi considero più un influencer”.

Quanti follower hai fra le varie piattaforme?

“Ho 47mila follower su TikTok, 24mila su Facebook, 7mila su Instagram e circa 5mila iscritti su YouTube. Sono numeri importanti, considerando che ho iniziato a pubblicare con continuità nell’agosto dello scorso anno. Credo che poche persone abbiano avuto una crescita così rapida, soprattutto per quanto riguarda i riscontri e le visualizzazioni. Arrivo a circa 15 milioni di visualizzazioni mensili”.

Soltanto in Italia?

“Anche fuori. Mi contattano molti italiani che vivono in Svizzera e in Germania. Adesso stiamo ampliando i progetti anche a Milano, collaborando con altri influencer del settore. Mi interessa raggiungere un pubblico nuovo e sviluppare continuamente il progetto. La mia testa funziona così: non riesco a pensare a qualcosa che debba rimanere chiuso dentro una cerchia. Questo mondo può entrare in contatto anche con altri settori. Penso, per esempio, a un ristoratore che mi chiede come vedo il futuro del suo locale. Io posso fare una stesa di carte e, allo stesso tempo, creare un contenuto che porta il mio pubblico a conoscere quel ristorante. È un modo per mettere insieme mondi diversi”.

Ti definisci una star del web?

“No, una star del web no. Però credo di dare il mio contributo e di aver avuto un impatto. Sto cercando anche di cambiare un certo modo di pensare delle donne. Secondo me, negli ultimi vent’anni i social hanno modificato molto le relazioni. Le aspettative sono diventate altissime e molte donne finiscono per inseguire troppo gli uomini. Io cerco di far capire loro che più danno valore a sé stesse e smettono di rincorrere una persona, più possono cambiare gli equilibri. È semplicemente un po’ di psicologia mischiata alle carte”.

Sarebbe quasi un ritorno alla vecchia maniera, ai vecchi equilibri del corteggiamento, naturalmente nell’accezione positiva del termine…

“Secondo me dovrebbe essere così. Io ho una figlia e pensare che un giorno possa annullarsi per un uomo non è certamente ciò che vorrei per lei”.

Hai parlato di tua figlia. Torniamo però indietro. Prima della cartomanzia hai lavorato a lungo a Siena.

“Ho fatto tanti lavoretti, ma il mio vero lavoro è stato da Giovanni Carli, come pasticcere. Per me è stato quasi un secondo padre. Gli voglio bene e credo che mi abbia insegnato le basi dell’imprenditoria. Aveva visto in me qualcosa in più e mi ha spinto a valorizzarlo, nonostante fossi una testa matta. Per fare questo lavoro nel modo in cui lo faccio io serve anche una mentalità imprenditoriale. Altrimenti rimani piccolo, rimani fermo. Io sono arrivato ad aprire una Srl in circa un anno, mentre normalmente per costruire qualcosa del genere serve molto più tempo.

Dalla pasticceria, quindi, come sei arrivato definitivamente alle carte?

“Sono rimasto in pasticceria per dieci anni. Poi, nel luglio dello scorso anno, questa persona mi ha contattato e mi ha proposto di lavorare con lui. Ero titubante, anche se avevo già intenzione di lasciare il mio lavoro”.

Questa persona era già un esperto del settore?

“Devo spezzare una lancia a suo favore: secondo me è forse il numero uno in Europa per questo tipo di consulenze, almeno per i numeri che ho visto e perché poi io stesso mi sono ritrovato a vivere quello che aveva vissuto lui. Eravamo legati, anche se negli anni abbiamo discusso diverse volte ed è successo nuovamente. Secondo me c’è stata anche un po’ di gelosia per il fatto che io abbia ottenuto in cinque mesi risultati che lui aveva raggiunto in cinque anni. Però rimane una persona molto forte nel suo settore, ha anche pubblicato un libro con Mondadori. Alla fine conta come fai i consulti, come parli con la gente e come riesci a intrattenere durante una consulenza. Non basta fare un video, perché quello possono farlo tutti. Su Instagram pubblico i riscontri che ricevo e, da agosto dello scorso anno, credo di aver raggiunto risultati molto importanti. Quando ti dico qualcosa sull’amore e poi quella cosa accade, non è perché sono un mago: cerco di capire la tua situazione, ci entro dentro, guardo le carte, metto insieme gli elementi e provo a dare un consiglio utile”.

Tua madre cosa ha detto quando hai deciso di entrare in questo mondo?

“Mi disse subito che, con la mia fisionomia e il mio modo di parlare, avrei potuto funzionare. Mio padre, che non mi aveva praticamente mai fatto un complimento in tutta la sua vita, mi disse: “Hai fatto bene a farlo”. Io ricordo mio padre che tornava dal lavoro e si faceva fare le carte da mia mamma proprio sul lavoro. Ho ancora davanti quella scena: lui le dava una monetina, mia mamma copriva il mazzo e poi lo riponeva in un punto particolare della casa, dove poteva rimanere per mesi. Mia mamma ha sempre creduto in queste cose e oggi si fa fare le carte anche da me. Secondo lei possiedo quella caratteristica particolare, una specie di dono, che serve per farle. Lei però tendeva a farsi condizionare quando leggeva le carte a un familiare. Io sono più freddo. Riesco a distaccarmi. Sono un Ariete: quando voglio arrivare da qualche parte, devo arrivarci. Quando ho fatto le carte a mio padre, una volta è rimasto molto colpito perché gli dissi qualcosa che non avrei potuto sapere e che gli era stata comunicata soltanto qualche giorno prima”.

Il tuo pubblico è forse abituato a vedere soprattutto donne in questo ruolo. Come sei riuscito ad arrivare a questi numeri? Qual è stata, parlando di carte, la tua carta vincente?

“Inizialmente ha contato l’impatto visivo. Anche la spinta della persona che mi ha aiutato è stata importante, perché essere promosso da profili con milioni di follower fa la differenza. Poi però devi essere bravo a conquistare e mantenere quel pubblico. Ho cercato di creare video e contenuti nuovi, diversi. Ma soprattutto a me piace parlare con la gente. Sono uno che, come dice sempre la mia compagna, “parla anche con i muri”. Secondo me il vero dono della cartomanzia è l’empatia. Io cerco di avere un approccio diverso. Spesso, secondo la mia esperienza, alcune cartomanti tendono a dare interpretazioni molto negative: “Non tornerà più”, “È finita”, “Vedo una situazione devastante”. Io non voglio trasmettere questo.

Quindi senti di dare qualcosa di positivo? Una speranza alle persone? In sintesi, dici quello che vogliono sentirsi dire?

“Cerco sempre di lasciare una speranza quando esiste. Non significa dire alle persone ciò che vogliono sentirsi dire, ma cerco anche di coccolarle. Quando vedo una situazione difficile non posso dire che una persona tornerà al cento per cento. Posso dire: “Guarda, è probabile”, se dalle carte vedo, per esempio, la possibilità di una conversazione o di un riavvicinamento. E spesso poi accade davvero. Secondo le statistiche che ho ricavato dai miei consulti, nel 97 per cento dei casi gli uomini tornano”.

Se sveli tutti questi segreti, però, rischia di andare un po’ a farsi friggere la magia delle relazioni e dei sentimenti…

“Io parlo delle mie percentuali. Ho cercato di fare una statistica dei consulti che ho svolto e, secondo i miei calcoli, nel 97 per cento dei casi ho avuto un riscontro positivo”.

Quindi, in qualche modo, pensi di rendere felici le persone…

“Sì, e spero di continuare a farlo”.

Non è semplice, perché con questi numeri diventa difficile mantenere alta la qualità, no?

“Infatti sto cercando di strutturare sempre di più il mio brand”.

Hai un’altissima considerazione di te stesso e del tuo lavoro…

“Detta così può sembrare che io pensi di essere chissà chi. Però io dico di essere il numero uno e spiego anche perché. Prendiamo un calciatore: come stabilisci chi è il miglior attaccante della Serie A? Guardi quanti gol ha segnato. Per me il riscontro equivale al gol. Una persona mi chiede qualcosa, faccio il consulto e, se ciò che ho detto accade, quello è un riscontro. Ho documentato questi risultati con le date e, da quando ho iniziato, credo che nessuno in Italia abbia raggiunto numeri simili. Per questo, al momento, mi considero il numero uno nei riscontri. Che qualcuno faccia più visualizzazioni di me perché è su TikTok da dieci anni mi interessa relativamente. Io guardo soprattutto ai risultati dei consulti”.

Prima dicevi che cerchi di dare una lettura ottimistica, o comunque positiva, delle situazioni. Vedere sempre il bicchiere mezzo pieno può però provocare, esattamente come una lettura sempre negativa, una forma di dipendenza?

“Chiunque entri nel mondo della cartomanzia, secondo me, cerca qualcosa a cui aggrapparsi. Io faccio anche il paragone con la fede: abbiamo bisogno di qualcosa perché ci manca qualcosa o perché non riusciamo ad arrivare da soli a una risposta”.

Quindi da te arrivano persone che si sentono incomplete?

“Ma siamo tutti incompleti. C’è qualcuno in questa stanza che si sente completamente realizzato in tutto? Nemmeno io. A tutti manca qualcosa. C’è chi ha bisogno della pasticca per dormire, chi della sigaretta, chi delle coccole e chi di stare da solo. È tutta una dipendenza. Anche le carte possono rappresentare un momento di coccola, come andare a farsi un bagno in una spa. È un momento che una persona dedica a sé stessa. Magari non fuma e preferisce spendere 15 euro alla settimana per parlare con me”.

Arriviamo così all’aspetto economico. Di ciarlatani nel settore ce ne sono tanti. Chi ti vede sui social e vuole contattarti come fa? Quanto costa un consulto?

“Ho diverse tariffe. La formula più richiesta costa 15 euro per tre domande, alle quali rispondo attraverso tre messaggi vocali. A volte faccio delle promozioni e propongo quattro domande a 15 euro, dipende anche dal tempo che ho a disposizione”.

Quindi mantieni un prezzo piuttosto basso e non ti senti di rientrare tra i “ciarlatani”…

“Esatto. E proprio per questo la richiesta è molto alta e diventa difficile gestire tutte le persone. Ma voglio dare a tutti la possibilità di accedere al servizio. Mi capitano anche persone in difficoltà economica che sentono fortemente il bisogno di fare delle domande e non hanno molti soldi a disposizione. In questo modo cerco di rendere il servizio accessibile. Non significa svendersi, significa permettere a più persone di farlo. Per questo mi considero una brava persona: cerco di dare consigli e penso che chi ha lavorato con me possa confermarlo. Sono fatto così anche nella vita: se ho qualcosa e posso dartelo, te lo do. Non attribuisco ai soldi un valore assoluto. Naturalmente lavoro anche per garantire benessere alla mia famiglia, non perché il mio obiettivo sia andare a vivere alle Maldive”.

Beh, però alle Maldive adesso ci puoi andare considerando i tuoi numeri…

“Sì, quello sì!”

In dieci anni hai cambiato completamente vita. E di qui a un anno, accorciamo i tempi, come ti vedi?  

“Devo dare la risposta sincera? Ricco! No, scherzo. Mi vedo sicuramente più stressato, ma sto lavorando anche al sito proprio per alleggerire un po’ il carico, fare meno consulti ogni giorno e distribuirli meglio. Con l’azienda posso sviluppare anche altri progetti legati all’esoterismo. Mi vedo soprattutto con una base ancora più solida di quella che ho oggi. È ciò a cui ho sempre puntato. Se dicessi che ho iniziato a fare le carte gratuitamente e senza pensare anche al guadagno, direi una bugia. Ho visto quasi subito il potenziale economico di questo lavoro: già dopo due settimane avevo ottenuto guadagni che non avevo mai visto prima. Adesso la situazione è diventata più stabile e ho la sensazione che la mia vita continui a cambiare”.

 

Katiuscia Vaselli

L’intervista video completa sul nostro canale YouTube