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Istrice e Lupa a lavoro tra i cunicoli: le contrade si prendono cura del bottino di Fonte Nuova

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Fianco a fianco, tra cunicoli, gorelli e incrostazioni di calcare, per prendersi cura della città silenziosa, che scorre da secoli: i contradaioli dell’Istrice e della Lupa si sono trovati stamani per partecipare all’intervento di pulizia e manutenzione del bottino di Fonte Nuova, uno dei tratti storici della rete sotterranea.

L’iniziativa è stata coordinata dall’associazione La Diana insieme all’Ufficio tecnico del Comune e ha rappresentato non soltanto un’operazione tecnica di manutenzione, ma anche un momento simbolico di collaborazione e valorizzazione del patrimonio cittadino.

“Questa iniziativa è stata un’idea di alcuni soci della Diana che ha trovato piena condivisione nell’Ufficio tecnico di Palazzo Pubblico – ha spiegato Maria Elena Di Trolio, presidente dell’associazione La Diana – e vuole essere un momento di attività ma soprattutto di condivisione volto alla valorizzazione del bottino di Fonte Nuova che corre quasi interamente nel sottosuolo delle contrade dell’Istrice e della Lupa”.

 

Un lavoro concreto quello di stamani, un lavoro di “sgrumatura”, cioè di rimozione delle incrostazioni di calcare dal gorello del bottino, come spiegato dal dirigente delle Opere pubbliche del Comune Paolo Ceccotti. “Qualunque tipo di contributo sarà fondamentale – ha sottolineato –. Mi fa piacere che si sia concretizzata questa opportunità e spero possa essere contagiosa, stimolando la curiosità dei ragazzi e permettendo di replicare iniziative simili in altri tratti”.

Ma il significato della giornata è andato oltre l’aspetto manutentivo. “È l’esempio di come la sinergia tra le contrade, fuori dagli otto giorni della festa, possa essere un aspetto positivo per la salvaguardia dei monumenti della città”, sottolinea Giacomo Sensi, priore della contrada della Lupa.

Sulla stessa linea anche Mario Bartalini, priore dell’Istrice,  che ha sottolineato il valore sociale dell’esperienza: “La rivalità resta viva nei giorni del Palio, ma queste sono occasioni in cui non c’entra niente. È un momento importante di conoscenza dei nostri patrimoni e di condivisione. La contrada è molto altro oltre alla corsa del Palio”.

MC