La Pinacoteca si regala quattro stagioni: arriva il capolavoro di Manetti, ecco la nuova acquisizione

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Le quattro stagioni tornano a passare da Siena, ma questa volta il tempo sembra essersi fermato al Seicento. Primavera, Estate, Autunno e Inverno hanno i volti e i corpi dipinti da Rutilio Manetti nella monumentale “Allegoria delle quattro stagioni”, nuova acquisizione dello Stato destinata a diventare uno dei simboli della rinnovata Pinacoteca Nazionale di Siena.

L’opera è stata presentata questa mattina a Palazzo Chigi Piccolomini alla Postierla dal direttore dei Musei Nazionali di Siena, Axel Hémery, insieme al professor Alessandro Bagnoli. Per il momento resterà esposta proprio a Palazzo Chigi, in attesa della conclusione dei lavori e della riapertura della Pinacoteca. Successivamente entrerà nel percorso permanente del museo, con un ruolo centrale nella sezione dedicata alla pittura senese del Seicento.

Databile intorno al 1620, la grande tela è considerata uno dei capolavori di Rutilio Manetti, pittore senese vissuto tra il 1571 e il 1639. Nell’opera le stagioni diventano figure umane e, allo stesso tempo, rappresentazione delle diverse età della vita. La Primavera è una giovane circondata dai fiori, l’Estate una donna tra le spighe, l’Autunno assume le sembianze di un giovane legato all’universo di Bacco, mentre l’Inverno è un anziano che cerca calore vicino a un tizzone.

Un dipinto nel quale la tradizione senese incontra la forza del naturalismo caravaggesco e che, nonostante la sua imponenza, nacque da una semplice commissione artigiana, diventando poi un’opera apprezzata già all’epoca anche a Roma.

“Questo quadro potente ha suscitato un grande entusiasmo alla Biennale dell’Antiquariato di Firenze nel 2022 – spiega Hémery –. Oggi a Siena, la sua presenza straripante segnerà una svolta nel nuovo allestimento della Pinacoteca, di cui costituirà uno dei simboli”.

L’acquisizione permette anche di rafforzare una parte della collezione che, secondo il direttore, aveva ancora bisogno di essere sviluppata. “La Pinacoteca Nazionale è un museo ricco di capolavori, ma la sezione dedicata al Seicento senese rimaneva più debole, nonostante un riequilibrio negli ultimi trent’anni”.

Manetti offre adesso alla Pinacoteca un’opera capace di tenere insieme più livelli di lettura, dalla composizione all’iconografia fino alla sua lunga storia collezionistica. Una rilevanza che ha portato i Musei Nazionali a scegliere proprio le “Quattro stagioni” anche per la realizzazione di un quadro tattile destinato alle persone ipovedenti e non vedenti.

In attesa di trovare la sua collocazione definitiva nella nuova Pinacoteca, il dipinto sarà protagonista a Palazzo Chigi Piccolomini alla Postierla anche di un calendario di iniziative organizzato dai Musei Nazionali per permettere alla città di conoscerlo. Dopo quattro secoli, insomma, le stagioni di Manetti continuano a cambiare. Questa volta, però, la loro destinazione definitiva sarà Siena.