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Lavoro a rischio, a Siena la cassa integrazione cresce del 231%. In Regione tavolo contro la crisi

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Un territorio che arranca tra crisi industriali e posti di lavoro sempre più a rischio. La fotografia scattata dalla Cgil è netta: nel 2025 la cassa integrazione è aumentata del 231% rispetto all’anno precedente e addirittura del 322% rispetto al 2023. Un dato che porta Siena a essere la seconda provincia in Italia per incremento percentuale. Numeri che pesano direttamente sui lavoratori: in media si parla di 92 ore di cassa integrazione pro capite tra gli occupati del settore privato non agricolo. E poi ci sono quelli che nei numeri spesso non entrano: lavoratori precari, contratti a termine, addetti degli appalti. I cosiddetti “invisibili” che davanti alle crisi rischiano di restare senza tutele e senza ammortizzatori sociali. “La situazione è peggiorata rispetto allo scorso anno – sottolinea la segretaria della Cgil Siena, Alice D’Ercole – il territorio è in una fase di profonda crisi e si fa fatica a reindustrializzare, anche per l’assenza di nuovi investitori”. Da qui la richiesta di un cambio di passo. A partire dal tavolo convocato oggi in Regione, che arriva dopo mesi di confronto tra sindacati, istituzioni e associazioni di categoria e segna l’avvio di un percorso condiviso. L’obiettivo è duplice: da una parte anticipare le crisi, dall’altra costruire nuove prospettive di sviluppo. Le parole di Valerio Fabiani: “Credo che non ci siamo mai sottratti di fronte a nessuna sfida, ma ogni volta bisogna quasi come ripartire da zero e riannodare il filo. Noi invece dobbiamo farci trovare pronti e serve anche una visione sistemica perché non si può fare soltanto un’attività di pronto soccorso”. Un lavoro che, nelle intenzioni, dovrà proseguire già nelle prossime settimane: entro maggio è previsto un nuovo incontro per mettere a terra strumenti concreti.

Marco Crimi