Leone XIV verso l’operazione, Lojudice: “È un bel colpo, siamo tutti sorpresi. Ma il Papa è umano come noi”

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“Siamo rimasti tutti sorpresi. Lo sappiamo in buona salute, è un uomo sportivo, attento al proprio fisico. È un bel colpo”.

C’è la preoccupazione di chi conosce personalmente Papa Leone XIV nelle parole del cardinale Augusto Paolo Lojudice, arcivescovo di Siena-Colle di Val d’Elsa-Montalcino e presidente della Conferenza episcopale toscana. Intervistato questa mattina da Rai News 24, a poche ore dal previsto ricovero del Pontefice al Policlinico Gemelli di Roma, il cardinale racconta la sorpresa per l’annuncio dell’intervento chirurgico al polmone. Ma soprattutto restituisce il ritratto di un uomo che, anche davanti alla malattia, ha scelto di parlare direttamente ai fedeli, senza nascondere la propria fragilità.

Il Papa sarà ricoverato oggi, martedì 13 ottobre, al Gemelli per essere sottoposto a un intervento chirurgico finalizzato alla rimozione di un nodulo polmonare. A comunicarlo è stata la Sala stampa vaticana, che ha indicato la tarda mattinata per il ricovero e una degenza postoperatoria prevista di circa una settimana. Non è stato invece ufficializzato l’orario dell’operazione.

Il nodulo è stato individuato durante controlli di routine e, secondo quanto spiegato dallo stesso Pontefice all’Angelus di domenica 11 ottobre, si trova in una fase iniziale ed è ben localizzato. Per consentire il recupero, gli impegni pubblici del Papa sono stati sospesi fino al 20 ottobre.

Lojudice, che ha conosciuto Leone XIV attraverso il lavoro comune nel Dicastero per i Vescovi, non nasconde l’apprensione. “Siamo tutti ovviamente in trepida attesa di sapere come andrà questo intervento e ci auguriamo che vada tutto per il meglio”, afferma il cardinale, ricordando il carattere del Pontefice.

“Ho avuto modo in questi anni di vedere il suo atteggiamento, il suo modo di essere, di fare: sempre pacato, sempre estremamente attento, sorridente, rispettoso, dialogante e ascoltante”. Proprio questa conoscenza personale permette all’arcivescovo di Siena di interpretare la scelta di Leone XIV di annunciare pubblicamente la propria condizione di salute.

Secondo Lojudice, la decisione non è stata casuale, ma rispecchia la personalità di un uomo abituato a comunicare con serenità e chiarezza, anche nelle situazioni più delicate. Il cardinale sottolinea quanto sia difficile, nell’epoca dei social network, evitare interpretazioni e indiscrezioni sulla salute di una figura pubblica come il Pontefice.

Per questo ritiene che Leone XIV abbia scelto di parlare direttamente ai fedeli, anticipando possibili speculazioni e chiedendo di essere accompagnato nella preghiera.

Una decisione che, secondo Lojudice, mostra anche il lato più umano del Pontefice. “D’altra parte il Papa è un essere umano, come tutti noi”, osserva l’arcivescovo, ricordando che anche il Pontefice può essere colpito dalla malattia e vivere momenti di difficoltà.

È uno dei passaggi più significativi dell’intervista. Lojudice invita infatti a guardare oltre il ruolo istituzionale del Santo Padre, ricordando che dietro la responsabilità di guidare la Chiesa cattolica c’è una persona che affronta le stesse paure e fragilità di tutti.

Il cardinale si sofferma anche sul rapporto tra fede e malattia. Per un credente, spiega, la fede non rappresenta qualcosa da richiamare soltanto nei momenti difficili, ma una dimensione che accompagna ogni istante della vita.

A questo proposito, Lojudice racconta un episodio personale, risalente a una conversazione con Leone XIV. Il cardinale ricorda di avergli chiesto che cosa avesse provato nei giorni del conclave e, soprattutto, nel momento della sua elezione.

La risposta del Pontefice, racconta, era stata caratterizzata da una grande serenità e dal desiderio di affidarsi alla volontà di Dio, accettando una responsabilità che non aveva cercato. Un atteggiamento che, secondo l’arcivescovo di Siena, può aiutare Leone XIV anche ad affrontare l’intervento chirurgico.

Lojudice richiama poi il ricordo di Giovanni Paolo II, ricoverato più volte al Gemelli dopo l’attentato del 1981, e di Papa Francesco, che aveva abituato i fedeli a pregare per lui. Immagini e parole che, secondo il cardinale, hanno contribuito ad avvicinare la figura del Pontefice alla vita quotidiana delle persone.

“Credo che sia anche molto significativo, positivo, bello pensare al Papa come uno di noi”, sottolinea. La vicinanza dei fedeli, aggiunge, può rappresentare un sostegno importante per affrontare il momento dell’operazione e il successivo recupero.

Intanto, mentre cresce l’attenzione sulle condizioni di salute del Pontefice, resta in programma il viaggio pastorale in America Latina, previsto dal 6 al 17 novembre, con tappe in Uruguay, Argentina e Perù. La possibilità di rispettare gli impegni dipenderà comunque dall’andamento dell’intervento e della convalescenza.

Anche su questo punto Lojudice invita alla prudenza, senza rinunciare alla speranza. “Come sempre in queste situazioni bisogna navigare a vista, fare un passo alla volta, vedere come andranno le cose”, afferma.

Il cardinale conclude l’intervista con un augurio e un invito alla preghiera per Leone XIV, nella convinzione che il Pontefice saprà offrire una testimonianza importante anche attraverso questo momento di difficoltà.