Mps, duello a distanza. Lovaglio: “Come si può smantellare la banca?”. Messina: “Faremo di tutto per Rocca Salimbeni”

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Da una parte Luigi Lovaglio difende l’identità e l’autonomia di Monte dei Paschi; dall’altra Carlo Messina rilancia e promette di fare “tutto il possibile” per conquistare la banca senese. Il futuro di Mps resta così al centro di un confronto sempre più diretto, tra il reportage del New York Times dedicato a Rocca Salimbeni e l’offerta di Intesa Sanpaolo.

Nel lungo articolo firmato da Bernhard Warner, l’amministratore delegato di Mps critica l’ipotesi di un’operazione che possa portare allo smembramento dell’istituto. “Come si può avanzare un’offerta per smantellare la banca più antica del mondo, una banca che era nel pieno di una fase di risanamento?”, afferma Lovaglio. Il manager esprime anche preoccupazione per un’eccessiva concentrazione del sistema bancario, che potrebbe, a suo giudizio, ridurre il sostegno alle piccole e medie imprese.

Il reportage racconta anche il legame tra Mps e Siena. “Il Monte non è solo una banca. È storia, è cultura ed è economia”, ha spiegato al quotidiano statunitense Claudio Marignani, presidente di Sena Civitas.

La replica, sul piano industriale, arriva da Carlo Messina. “Vogliamo portare a termine l’operazione e faremo tutto il possibile per riuscirci”, ha dichiarato l’amministratore delegato di Intesa Sanpaolo in un’intervista alla Cnbc. Secondo Messina, l’acquisizione permetterebbe al gruppo di anticipare di circa tre anni gli obiettivi del piano industriale e di arrivare a 2.000 miliardi di euro di patrimoni gestiti.

Messina sostiene che l’integrazione potrebbe creare valore per gli azionisti di entrambe le banche e definisce l’offerta “una buona proposta”. Il ceo di Intesa torna inoltre sul tema della governance, affermando che il gruppo potrebbe garantire a Mps “serenità” e “un approdo sicuro per gli azionisti”.

Sul fronte occupazionale, Messina indica la possibilità che circa 5.000 persone lascino il gruppo su base volontaria, favorendo il ricambio generazionale. Un passaggio che apre inevitabilmente il tema delle ricadute sul lavoro, già sollevato nei giorni scorsi dai sindacati toscani.

Il quadro resta in movimento. Dopo il passo indietro di Banco Bpm sul progetto di aggregazione con Mps, Rocca Salimbeni ha ribadito di essere concentrata sul proprio piano di crescita e sull’integrazione con Mediobanca, senza escludere altre “opzioni strategiche”.

Il prossimo passaggio è atteso per giovedì 6 agosto, quando il consiglio di amministrazione di Mps approverà la semestrale. Il giorno successivo Lovaglio presenterà i risultati al mercato: sarà anche l’occasione per chiarire la linea della banca e le possibili alternative all’offerta di Intesa.