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Mps, ecco la mozione in consiglio straordinario: “Lo Stato valuti l’uso dei poteri del Golden power”

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Difesa dell’occupazione, mantenimento a Siena delle funzioni direzionali e tutela del marchio Monte dei Paschi, considerato inscindibile dalla banca e dal suo ruolo sul territorio. Sono i cardini della mozione unitaria discussa nel consiglio comunale monotematico dedicato al futuro di Mps.

Il documento, sottoscritto da tutti i consiglieri comunali, chiede al sindaco Nicoletta Fabio di promuovere un tavolo interistituzionale permanente con Provincia, Regione Toscana, consiglieri regionali, parlamentari e Governo, per seguire l’evoluzione delle operazioni che coinvolgono Rocca Salimbeni e rappresentare in modo coordinato le ragioni del territorio.

La mozione prende le mosse dalla proposta di aggregazione avanzata da Banco Bpm il 7 giugno e dall’Opas annunciata da Intesa Sanpaolo il giorno successivo. Nel testo viene evidenziato come una delle operazioni prospettate preveda la separazione del marchio Monte dei Paschi di Siena dalle funzioni direzionali e dagli asset strategici della banca. Una prospettiva che il consiglio comunale considera lesiva degli interessi cittadini: secondo il documento, la sola continuità dell’insegna non sarebbe sufficiente a garantire valore industriale, radicamento e ruolo strategico dell’istituto.

Nel mirino anche i possibili effetti delle operazioni sull’occupazione, sulla presenza delle professionalità a Siena, sulla capacità creditizia verso famiglie e piccole e medie imprese e sulla tutela del patrimonio storico, artistico, archivistico e culturale della banca. Il testo richiama inoltre i possibili profili concorrenziali sui mercati creditizi provinciali e regionali, legati alla sovrapposizione degli sportelli.

Tra gli impegni richiesti al primo cittadino c’è la sollecitazione al Ministero competente affinché venga valutata l’eventuale ricorrenza dei presupposti per l’esercizio dei poteri speciali dello Stato, quelli del golden power.

La richiesta sui poteri speciali non è un invito ad applicare automaticamente il golden power, ma a valutare tecnicamente le conseguenze delle operazioni in campo, anche per il loro possibile impatto strategico.

Il documento propone inoltre di presentare osservazioni all’Autorità garante della concorrenza e del mercato sugli effetti delle offerte nei mercati creditizi locali e alla Consob, a tutela degli azionisti destinatari delle proposte.

La mozione punta anche a rafforzare il coordinamento con le altre amministrazioni coinvolte dagli effetti delle operazioni, affinché la vertenza Mps non resti confinata al solo ambito senese ma assuma una dimensione regionale e nazionale. L’atto, una volta approvato, sarà trasmesso alla Presidenza del Consiglio dei ministri, al Ministero dell’Economia e delle finanze, alle commissioni Finanze di Camera e Senato, a Banca d’Italia, Bce, Consob, Ivass, Antitrust, Regione Toscana e Provincia di Siena.

Al consiglio comunale saranno presenti anche gli operai della Beko. Una presenza che intende legare la partita di Monte dei Paschi alle altre crisi industriali e occupazionali aperte sul territorio.

“Vogliamo essere fisicamente presenti perché questo è il Consiglio della città di Siena – spiega Massimo Martini, delegato della vertenza Beko per Uilm –. Ci allineiamo alla mozione unitaria e vogliamo sostenere le istituzioni che in questi mesi sono state al nostro fianco. Ma ci aspettiamo che Siena si muova in modo ancora più deciso”.

La votazione della mozione unitaria arriverà al termine del dibattito.

Marco Crimi