Il Monte dei Paschi guadagna 1,65 miliardi di euro nei primi nove mesi del 2026, il 21,2% in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Sono i numeri presentati dalla banca senese all’indomani del consiglio di amministrazione, mentre resta aperta la partita sull’offerta di acquisto e scambio lanciata da Intesa Sanpaolo. Una proposta sulla quale il Monte conta di esprimersi entro novembre.
Il confronto con il 2025 tiene conto anche dei risultati di Mediobanca, come se fosse già stata acquisita all’inizio dello scorso anno. Un dettaglio importante per comprendere la crescita dei profitti.
Nel solo periodo tra luglio e settembre, Mps ha guadagnato 543 milioni di euro: più dello stesso trimestre del 2025, ma meno dei 606 milioni registrati tra aprile e giugno.
A crescere sono anche i ricavi, ovvero quanto la banca incassa attraverso la propria attività : superano i 6 miliardi di euro, con un aumento del 5,6%. Salgono sia i guadagni legati ai prestiti sia le commissioni pagate dai clienti per i servizi bancari.
Le spese di funzionamento restano sostanzialmente ferme a 2,56 miliardi. In altre parole, il Monte riesce a guadagnare di più senza aumentare i costi della propria struttura.
Sul fronte dei finanziamenti, nei primi nove mesi sono stati concessi 5,3 miliardi di euro di mutui alle famiglie e 8,1 miliardi di prestiti per i consumi. Complessivamente, i crediti concessi a clienti in regola con i pagamenti raggiungono i 133,2 miliardi.
Restano sotto controllo anche i prestiti problematici, quelli che i clienti faticano a restituire: rappresentano il 2,4% del totale prima delle rettifiche contabili.
La banca mantiene inoltre una solida riserva di capitale, superiore ai livelli minimi richiesti dalla Banca centrale europea. Una garanzia importante per affrontare eventuali difficoltà .
Ma oltre ai conti c’è il futuro dell’istituto. Il consiglio di amministrazione sta ancora esaminando l’offerta di Intesa Sanpaolo, che punta ad acquisire tutte le azioni del Monte.
La valutazione ufficiale dovrebbe arrivare entro novembre. E sarà un passaggio decisivo nella partita che potrebbe cambiare profondamente il futuro della banca senese.