Sono 2.906 gli infortuni sul lavoro denunciati in provincia di Siena nei primi nove mesi del 2026, 41 in più rispetto allo stesso periodo del 2025, quando erano stati 2.865. Un aumento dell’1,4% che preoccupa la Cgil, soprattutto perché l’incidenza degli incidenti rispetto al numero degli occupati risulta superiore sia alla media regionale sia a quella nazionale.
A denunciare la situazione è Simone Arcuri, segretario confederale della Cgil Siena, sulla base dei dati dell’Osservatorio Inail. “Numeri che confermano quanto sia urgente intervenire per contrastare un fenomeno che continua a mettere a rischio la salute e la vita di troppe persone”.
Ancora più marcato l’aumento delle malattie professionali: secondo i dati riportati dal sindacato, si passa da 485 casi nel periodo gennaio-settembre 2025 a 696 negli stessi mesi del 2026, con una crescita del 43,5%.
Per Arcuri è necessario cambiare il modello di organizzazione del lavoro, rafforzando formazione, prevenzione e controlli. “Non possiamo continuare ad accettare un sistema fondato, in larga parte, sulla precarietà e su logiche di profitto che troppo spesso finiscono per prevalere sulla tutela dei diritti, della salute e della sicurezza”.
Particolare attenzione viene richiesta per appalti e subappalti, dove, secondo la Cgil, le tutele tendono a indebolirsi lungo la filiera. Il sindacato ha raccolto migliaia di firme per una proposta di legge di iniziativa popolare che punta a limitare il ricorso agli appalti nei settori più esposti a infortuni e irregolarità . Le firme saranno depositate in Parlamento nei prossimi giorni.
La Cgil richiama inoltre l’attenzione sulle malattie professionali non denunciate, anche per il timore dei lavoratori di subire ripercussioni. Per favorirne l’emersione, il patronato Inca ha attivato un servizio di supporto e consulenza medico-legale.
La sicurezza sarà infine tra i temi dello sciopero generale indetto dalla Cgil per il 20 novembre. “La salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro non sono costi da tagliare, ma investimenti indispensabili”, conclude Arcuri, chiedendo interventi concreti alle istituzioni.