Monte dei Paschi chiude il primo trimestre dell’anno con un utile netto di 521 milioni di euro, superiore alle attese degli analisti e in aumento rispetto allo stesso periodo del 2025.
I ricavi complessivi della banca hanno raggiunto 1 miliardo e 960 milioni di euro, in crescita del 2,9%, mentre il risultato operativo netto sale a 947 milioni grazie all’aumento dell’attività commerciale e al contenimento dei costi.
In termini semplici, Mps continua a migliorare sia sul fronte delle entrate sia su quello dell’efficienza interna: la banca sta cioè incassando di più e, allo stesso tempo, riesce a controllare meglio le spese operative.
A spingere il risultato sono stati soprattutto i prestiti a famiglie e imprese, il credito al consumo e la crescita delle attività legate al risparmio gestito e alla consulenza finanziaria. Nel trimestre Mps ha erogato circa 1,7 miliardi di euro tra mutui e finanziamenti a imprese e famiglie, oltre a 2,7 miliardi nel credito al consumo.
Continua a crescere anche la raccolta complessiva, arrivata a 290 miliardi di euro, cioè il totale delle somme affidate alla banca da clienti e investitori. Un dato aumentato di 16 miliardi rispetto a un anno fa.
Positivi anche gli indicatori sulla solidità finanziaria. La quota di crediti deteriorati resta contenuta e il livello di capitale della banca — parametro fondamentale per misurare la capacità di assorbire eventuali rischi — rimane ampiamente sopra i requisiti richiesti dalle autorità europee.
Nella nota diffusa sui risultati trimestrali, la banca guidata da Luigi Lovaglio parla di “elevata qualità e diversificazione del mix di ricavi”, sottolineando una “redditività in crescita”, una “efficace disciplina sui costi” e una “forte solidità patrimoniale”.
Secondo Mps, “la dinamica del business è in linea con la traiettoria strategica delineata nel Piano industriale 2026-2030”. Parallelamente “prosegue il processo di integrazione con Mediobanca”, operazione che porterà alla riorganizzazione del gruppo in cinque grandi aree di attività.