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“Non è una rivincita. Ci mettiamo al lavoro”: Lovaglio torna e rilancia Mps

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“La rivincita? Assolutamente no”. Luigi Lovaglio riparte da qui, cancellando ogni lettura personale del suo ritorno alla guida di Monte dei Paschi e rilanciando invece su un progetto industriale. “Io avevo e ho solo un grande desiderio: completare un progetto innovativo che crea valore per tutti gli stakeholder. Questo era il punto”.

Parole che segnano la linea della nuova fase per la banca, dopo l’esito dell’assemblea che ha riportato l’ex amministratore delegato al vertice. Nessuna resa dei conti, dunque, ma continuità e visione.

Lovaglio rivendica soprattutto la responsabilità alla base della scelta: “Un grande senso di responsabilità verso dipendenti, clienti, la banca e gli azionisti. Questa è stata la motivazione principale”. E sottolinea il ruolo decisivo del sostegno ricevuto: “Ho avuto la fortuna di trovare un imprenditore coraggioso che ha deciso di iniziare questo percorso”.

Il cuore resta il piano industriale, che non cambia direzione: “Il piano va avanti? Sì, è quello nato dal progetto lanciato lo scorso anno. Come tutti i piani ha una parte implementativa e poi bisogna essere pronti ad adattarsi. Ma l’obiettivo resta: essere protagonisti del sistema bancario italiano, distribuire nei prossimi tre-cinque anni 16 miliardi tra dividendi e remunerazione agli azionisti, raggiungere 9 miliardi e mezzo di ricavi e mantenere una forte solidità patrimoniale”.

Un percorso che, secondo Lovaglio, parte da basi già consolidate: “Abbiamo avuto l’87% degli azionisti di Montepaschi che ci hanno dato fiducia un anno fa e l’86% degli azionisti di Mediobanca. Mi sentivo in dovere di portare a termine questo progetto”.

Sullo scenario interno, il nuovo cda viene descritto come un punto di forza: “È un consiglio molto qualificato e sarà interessante lavorare insieme”.

Infine, uno sguardo al risultato dell’assemblea: “Penso che molti abbiano dato fiducia, soprattutto il mercato. Oggi siamo molto soddisfatti, ma questo è un punto di partenza, non di arrivo”.

E mentre per stasera ammette che “forse si festeggia”, il messaggio è chiaro: il lavoro, quello vero, comincia adesso.

Katiuscia Vaselli

Marco Crimi