PalaOrlandi, dietrofront del Comune: l’acquisto fuori dal documento unico di programmazione ma la partita resta aperta
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Il PalaOrlandi esce dal Documento unico di programmazione di Palazzo Pubblico, ma non necessariamente dai progetti del Comune. È la novità emersa questa mattina durante la Commissione Affari generali, alla vigilia del Consiglio comunale.
Il vicesindaco Michele Capitani ha annunciato che domani la Giunta “presenterà un emendamento d’ufficio per eliminare dalla delibera ogni riferimento” all’eventuale acquisizione del palazzetto di Montarioso, operazione da un milione e 50mila euro che negli ultimi giorni aveva acceso il confronto politico.
A chiarire la procedura è intervenuto anche il presidente del Consiglio comunale Davide Ciacci: “dal documento – ha spiegato – dovranno essere cancellati non soltanto i riferimenti contenuti nel dispositivo, ma anche quelli presenti nelle premesse”. In aula arriverà quindi un testo diverso da quello esaminato dalla Commissione.
Una scelta che ha sollevato le perplessità di Alessandro Masi, consigliere comunale del Pd e componente della Commissione. Al centro delle sue osservazioni proprio la procedura: “la Commissione è stata chiamata a esprimersi su un documento destinato a essere modificato prima dell’approdo in aula”, ha osservato.
E proprio il Partito Democratico aveva depositato un’interrogazione urgente sul PalaOrlandi per il Consiglio di domani, chiedendo chiarimenti su costi, perizia, futura gestione e interesse pubblico dell’operazione. Con l’acquisizione destinata a scomparire dal documento, resta ora da capire se l’interrogazione manterrà il carattere d’urgenza e se sarà comunque discussa.
Ma il testo potrebbe cambiare ancora: durante il Consiglio potrebbero infatti essere presentati ulteriori emendamenti, da esaminare e votare nel corso della seduta.
Il PalaOrlandi è attualmente di proprietà dell’Associazione Costone Ricreatorio Pio II. Nei piani iniziali di Palazzo Pubblico la compravendita avrebbe dovuto concludersi entro novembre, dopo il passaggio in Consiglio comunale. Un percorso che, dopo quanto emerso oggi in Commissione, è tutto da ridefinire.